BOLZANO. Nel mese di gennaio 2021 l’Istituto provinciale di statistica Astat, in collaborazione scientifica con il servizio psicologico dell’ospedale di Bressanone, l’istituto

di medicina generale della Claudiana e la Ripartizione

provinciale salute, ha svolto un’indagine campionaria (1475 questionari compilati) su opinioni e comportamenti dei cittadini relativamente

alla pandemia di Covid-19. Il questionario è stato predisposto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Quasi la metà della popolazione maggiorenne altoatesina dichiara di avere qualche difficoltà (per il 46%

è più difficile che facile) a capire le restrizioni e le raccomandazioni delle autorità per il contenimento della

pandemia. Solo il 18% della popolazione invece ritiene che queste restrizioni siano difficili da seguire.

Due altoatesini su tre (64%) ritengono piuttosto improbabile contrarre l’infezione da Sars-cov-2. Circa il 70% dei residenti maggiorenni è convinto che, qualora si ammalasse, il decorso non sarebbe grave. Tale percentuale scende al 43% tra gli over 65enni:un valore ancora significativamente elevato, tenendo

conto dei possibili reali effetti della malattia sulla popolazione anziana.

Ad un anno dall’inizio della pandemia il 3,6% delle

persone non pensa di sapersi proteggere a sufficienza

dall’infezione, ma questo valore probabilmente non

riflette una effettiva mancanza di conoscenza delle

regole, quanto piuttosto una sorta di fatalismo o pessimismo, ritenendo che nemmeno le precauzioni siano sufficienti.

Il 2,7% non ha ancora preso l’abitudine di indossare la

mascherina in pubblico.

Il 91% arieggia spesso i locali. L’82% si lava spesso le mani,

mentre non sembra così facile evitare di toccare

occhi, naso, bocca con le mani non lavate (ben uno

su quattro proprio non ci riesce). Disinfettare le superfici è naturalmente una pratica meno frequente (due

su tre, ovvero il 62%, lo fanno spesso).

La rinuncia ai contatti diretti con altre persone riesce

difficile ad un altoatesino su quattro (25%).

Sulle decisioni prese dalle autorità per ridurre la diffusione della pandemia, gli altoatesini sono spaccati quasi a metà, con una leggera prevalenza (53%) di quanti le appoggiano, ma soprattutto con la netta tendenza a porsi a metà dello spettro delle risposte possibili (il 51% è di fatto indeciso).

L’indecisione sul giudizio complessivo deriva però anche dalla molteplicità delle misure messe in campo.

Alcune misure infatti incontrano un appoggio convinto:

mascherine obbligatorie, distanziamento, obbligo di

isolamento per persone positive e smart-working.

Altre misure non sono ben accettate: la chiusura dei

confini comunali, le limitazioni all’attività fisica individuale e la totale rinuncia alle lezioni in presenza.

Giudizi "a metà strada" per chiusura bar, ristoranti e

alberghi, chiusura delle regioni, limitazioni allo sport di

squadra, divieto d’incontrare amici e parenti e la didattica a distanza.

Capitolo vaccini. Un altoatesino su sei pensa più male che bene dell’efficacia dei vaccini antiCovid e ancora più alta (28%) è l’opposizione all’obbligo di vaccini.