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BOLZANO. "Le donne sono ancora svantaggiate e sottorappresentate nei ruoli apicali. Nonostante il 43,3 per cento del totale del personale sia costituito da donne, solo il 10,1 per cento dei dirigenti è infatti di sesso femminile". Lo ha detto la consigliera di parità, Michela Morandini, intervenendo alla presentazione del 7° Rapporto sulla situazione occupazionale presso le imprese altoatesine elaborato dall'Ipl-Istituto promozione lavoratori.
Il biennio considerato è il 2020-2021 e, quindi, il rapporto - elaborato sulla base dei questionari di 543 aziende con più di 50 dipendenti - fa riferimento al periodo pandemico per cui la situazione eccezionale ha in parte influenzato anche i risultati, che, sottolinea ancora Morandini, "fotografano una realtà in termini di equilibrio di genere che purtroppo non è molto diversa da quella descritta nelle precedenti edizioni dello studio". "Si può affermare che il carico familiare e di cura sia ancora inteso come prerogativa femminile, come sembra dimostrare il fatto che l'83,5 per cento dei contratti a tempo indeterminato in regime di part-time è stato sottoscritto da donne. Inoltre, a usufruire del congedo di paternità o maternità sono ancora soprattutto le lavoratrici", ha riferito la ricercatrice Ipl, Aline Lupa.
Oltre alla segregazione verticale, dal rapporto emerge una forte segregazione orizzontale: in alcuni settori il sesso femminile è fortemente sottorappresentato. Per quanto riguarda la tipologia dei rapporti di lavoro, le donne si trovano più spesso ad esercitare lavori precari rispetto agli uomini: del numero complessivo dei contratti a tempo indeterminato, il 58,2 per cento riguarda gli uomini e il 41,8 per cento le donne. Una sezione del rapporto è dedicata ai congedi di paternità e maternità. Si rtegistra un aumento dei padri in congedo rispetto ai bienni pre-pandemia: nel periodo 2020-2021 il 63,6 per cento delle persone in congedo erano madri e il 36,4 per cento padri contro, rispettivamente, il 92,2 per cento e il 7,8 per cento del biennio precedente. Per la prima volta, il questionario contiene informazioni relative alle misure adottate a livello aziendale per promuovere la conciliazione tra lavoro e vita privata. Lo strumento più diffuso consiste nella flessibilità oraria, seguito dalla banca ore e dallo smart working. Per quanto concerne gli strumenti di assistenza all'infanzia, solo il 19,3 per cento delle aziende offre questa possibilità.


