BOLZANO. «Non lo mettiamo in conto e in troppi non ci credono ma il morbillo può anche uccidere. È appena successo nelle zone rurali del nord dello Stato di New York, che registra il primo decesso causato da questa malattia degli ultimi 30 anni di un piccolo non vaccinato, facciamo che non accada anche da noi. Le vaccinazioni sono un salvavita ma purtroppo troppi genitori faticano ad ascoltarci. E determinati argomenti non dovrebbero diventare terreno di scontro politico».Parte forte l'appello alle famiglie di Emanuela Pedevilla (nel riquadro all’interno della foto), pediatra di libera scelta e segretaria Fimp (Federazione italiana medici pediatri), che vuole scuotere la provincia di Bolzano, soprattutto nelle valli. Dopo un anno di flessione, nel 2026 i casi di morbillo in Italia hanno ricominciato a crescere. Nei primi mesi del 2026 sono stati confermati 472 contagi, con un aumento consistente rispetto al 2025 quando erano stati 322. Di fronte a questi numeri, il ministero della Salute ha diramato una circolare in cui raccomanda alle regioni, alle province autonome e alle altre istituzioni di potenziare i sistemi di sorveglianza e promuovere campagne vaccinali finalizzate a raggiungere soprattutto i giovani adulti, nella fascia 15-39 anni, e a recuperare i bambini vaccinati con una sola dose.

Nessuna regione o provincia autonoma raggiunge - infatti - il 95% di copertura con la seconda dose, quella di richiamo, che sarebbe la percentuale ottimale. La copertura nazionale si ferma all'84,45% per la seconda dose, con l'Alto Adige sotto il 75% con Campania e Sicilia. Sulla prima dose la media nazionale è del 94,77%, restano indietro Sicilia (87,98%), Provincia di Bolzano (90,22%), Marche (91,56%), Sardegna (92,41%), Calabria (92,60%), Liguria (93,10%), Valle d'Aosta (93,65%), Campania (93,74%) e Puglia (94,02%).

In Alto Adige si vaccina poco e si finisce in ospedale

A dicembre di due anni fa una ragazza minorenne era stata ricoverata alcuni giorni in Terapia intensiva al San Maurizio per complicazioni dovute al morbillo. Non era vaccinata. L'Azienda sanitaria aveva confermato il caso. Il ricovero aveva seguito di poco - sempre nel 2024 - quello di un altro paziente ricoverato a sua volta in terapia intensiva sempre a Bolzano. Sono circa una ventina i casi di morbillo che si registrano ogni anno in Alto Adige. L'Asl ricorda che la malattia è seria e nel 49,7% porta a complicanze che necessitano di ospedalizzazione. «Non va - riprende Pedevilla - anche se l'Asl e noi pediatri di famiglia stiamo facendo il possibile per informare correttamente le famiglie. È una questione culturale che facciamo davvero molta fatica a scalfire. I motivi sono complessi e non basta la vita sana ed all'aria aperta. Noi continuano ad insistere ed a lottare contro le fake news, come pediatri di famiglia ci mettiamo la faccia, l'Azienda fa la sua parte ma i risultati non sono soddisfacenti ma non molliamo. Forse servirà un cambiamento generazionale. Stiamo lavorando molto sul giovane adolescente che va coinvolto con le corrette informazioni e va responsabilizzato. Noi siamo a disposizione per un confronto con le famiglie in modo onesto, sincero ed estremamente professionale e pronti a rispondere ad ogni domanda».

Una persona con morbillo può contagiarne fino a 17. E il problema non riguarda soltanto i bambini: la fascia con il maggior numero di casi è quella tra 15 e 39 anni e, tra i casi con stato vaccinale noto, il 94,7% risulta non vaccinato. L'incidenza più alta nel 2026, peraltro, si registra nella fascia 0-4 anni: 49,4 casi per milione, oltre il doppio rispetto alla fascia 15-39 anni.