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BOLZANO. «Confidiamo che dalle indagini sia escluso qualsiasi elemento a carico del nostro assistito». A parlare è l’avvocato Giovanni Diotallevi, legale dell’allenatore e preparatore della pista di allenamento, insieme all’avvocato Pier Luigi Boscia, in merito all’iscrizione del tecnico nel registro degli indagati nell’inchiesta sulla morte della giovane sciatrice deceduta un anno fa in allenamento in Val Senales. Oltre all’allenatore, sul registro degli indagati c’è anche sono il responsabile della sicurezza delle piste del comprensorio sciistico in val Senales.
Diotallevi precisa che il video dell’incidente, citato negli ultimi giorni da alcuni media, “era stato messo a disposizione della famiglia ben prima dell’apertura del procedimento”, sottolineando il “pieno spirito di trasparenza” dell’allenatore.
«La morte della ragazza è una tragedia indicibile per i suoi cari e un lutto che ha colpito profondamente anche chi quotidianamente le era vicino nell’attività e tutto il mondo dello sport», afferma il legale, ricordando che l’avvio del procedimento da parte della Procura di Bolzano «è un atto dovuto».
Secondo la difesa, in questa fase gli inquirenti e i consulenti stanno lavorando per ricostruire dinamica e fasi successive dell’incidente. Diotallevi invita a evitare letture affrettate: «Alcune considerazioni pubblicate partono da ipotesi su fatti che devono essere accertati. Ogni valutazione è prematura e va lasciata al lavoro della magistratura».
Il riferimento è anche alle ricostruzioni sulla presenza del filmato: «L’unica video ripresa nota era già stata consegnata spontaneamente alla famiglia». La difesa conclude auspicando che l’esito delle verifiche «conduca a escludere qualsiasi elemento attribuibile al nostro assistito in questa dolorosissima circostanza».


