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BOLZANO. Una coppia sui 30 anni, con figlio in arrivo, che cerca casa a Bolzano, spende per un bilocale usato tra i 180 ed i 260 mila euro, nuovo tra i 300 ed i 360 mila. Ora parla la banca: «Coi tassi di oggi, e chiedendo circa il 60/70% della cifra, intorno ai 60 anni avrete finito di pagare». Già vecchi. Mettiamo invece un lavoratore che arrivi qui attirato dal pil. Se non ha da offrire al proprietario 700/750 euro al mese per un mono/bilocale in affitto adieu Bolzano. Visto che gli dimezzerebbe lo stipendio di entrata. Bolzano è la seconda città più cara d’Italia. La conferma arriva dall’osservatorio di Immobiliare.it, portale leader del settore immobiliare italiano, che ha appena pubblicato i dati di maggio.
Solo in sette città italiane gli appartamenti costano più di tremila euro al metro quadro, ma Bolzano sta molto oltre: in media 4.770, poco lontano da Milano con 5.200.
Fusina: «il mercato rallenta».
Dunque? «Oggettivamente si registra un rallentamento nel mercato», osserva Alessandra Fusina, forte di una lunga esperienza nella sua agenzia. «Si vende ma c’è più attenzione», aggiunge. Ragioni? «Più che i prezzi, che a Bolzano sono sempre stati sopra la media nazionale incide la difficoltà nei finanziamenti». Siamo passati in poco più di un anno da tassi bancari per i mutui dello 0,5 ad almeno il 4% di oggi. Con incrementi nella rata intorno al 20%. «La questione - analizza Alessandra Fusina - è legata non solo alle cifre ma anche all’atteggiamento degli istituti di credito. C’è molta più attenzione intorno al rapporto rata-reddito». Che significa? «Se la rata è alta e copre molto del costo della casa ma lo stipendio del richiedente resta medio basso, le banche arrivano anche a negare il finanziamento».
Questo lo scarto, piovuto su un mercato immobiliare, che già viaggia oltre i limiti della compatibilità rispetto ai redditi medi dei suoi abitanti.
Andriollo: «Serve un piano».
Che resta da fare? «Primo, non si può chiedere al privato di calmierare, non è il suo compito. Ma lo si può chiedere invece al pubblico», propone Juri Andriollo. L’assessore comunale al Sociale chiede così che sia avviato un grande piano provinciale, barra comunale per quel che può, per la messa a disposizione di alloggi in acquisito a prezzi controllati e in affitto a costi calmierati. Ma le aree? «Per iniziare non servono aree, serve mettere a disposizione l’esistente. Muovere il grande patrimonio immobiliare pubblico». Esempi? «Un paio per tutti. In via Duca d’Aosta c’è un bellissimo stabile vuoto, da anni. Era la sede della Regione. Di fronte, altri metri quadri senza nessuno dentro. Nel primo uscirebbero come minimo 40 appartamenti. E stabili così non mancano». Per Andriollo il target di questo inevitabile sforzo del pubblico è su due fronti: giovani e lavoratori. I primi non riescono neanche a immaginare di comprarsi una casa con medie poco sotto quelle milanesi. I secondi, se non gli si offre alloggio a prezzi calmierati, neanche ci pensano ad arrivare qui. E infatti le aziende cercano disperatamente personale. E Bolzano ha perso il 10% degli abitanti in pochi anni. Probabilmente unica città del nord a farlo. «A Milano Cariplo e Regione hanno avviato un vasto piano di interventi pubblici nell’edilizia e negli affitti, Vienna lo fa da decenni. Bolzano è la città italiana che ne ha più bisogno - insiste - e in assoluto». La proposta è di far partire gli interventi non usando nuovi terreni (“Casanova insegna …” dice) ma agendo sul patrimonio inutilizzato, che è notevole, e sulle aree già previste, via Druso, caserme. Ma il tema è uno: «È già troppo tardi». E infine sul domani parlano gli immobiliaristi: «I tassi forse scenderanno - conclude Alessandra Fusina - gli indicatori dicono che lo potrebbero fare dall’anno prossimo. Ma non si arriverà più, probabilmente, ai vecchi tassi quasi zero. Che serve? «Aree». Perchè il mercato da solo non troverà soluzioni.
P.CA.


