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BOLZANO. «L'altra sera sono arrivate a trovarmi le mie due bambine. Ho chiesto a quelli che stavano affollandosi davanti alla mia vetrina di fare spazio. Un attimo, e ho visto brillare la lama di un coltello...»: Patrick Seppi ha un negozio di canapa. Sta all'angolo tra via Cappuccini e vicolo Wolkenstein. Da un po' ha messo un campanello all'entrata, come succede alle gioiellerie. Vuole vedere chi entra, ed entra solo chi suona. «Ma intanto, le mie figlie mi hanno detto: papà, lì da te non veniamo più».
Il «lì da te» vuol dire vicolo Wolkenstein, quello che corre tra via Isarco e via Cappuccini, sfilando lungo le scuole Arendt. Pare che sia lì il nuovo fronte del degrado del centro città. Tanto da mettere insieme una considerazione: se si chiude uno spazio, i problemi si spostano a fianco. In questo caso, i controlli sul parco Cappuccini stanno facendo affluire in quel cunicolo tra le case i frequentatori dello stesso.
«E non sono certo persone che attirano chi mai volesse comprare qualcosa qui», dicono i consiglieri di circoscrizione Centro-Piani-Rencio che hanno deciso di fare emergere la questione.
«La presenza delle docce per i bisognosi (l'iniziativa VinziShower della San Vincenzo, ndr) attira solo immigrati, spesso irregolari che occupano per ore vicolo e area davanti alle vetrine», dice Luca Segna (Lega). Le quali, aggiunge Luca Vignozzi (Civica per Bolzano), «aprono lunedì, mercoledì e venerdì: sono i giorni in cui qui succede di tutto. Ad un commerciante che chiedeva spazio davanti al suo negozio è stato fatto volare un contenitore dell'umido».
A sua volta Angela Fiorito (FdI) chiede una maggiore presenza della polizia o almeno dei vigili urbani all'imbocco del vicolo: «Potrebbero venire in aiuto nei giorni di apertura delle docce. E sarebbe interessante un lavoro coordinato con il quartiere, magari attraverso il controllo di vicinato».
Una soluzione il Comune l'ha messa in campo: l'installazione di cancelli all'inizio e alla fine del vicolo, come attuato nel passaggio tra via Alto Adige e il teatro. La proposta circola da oltre un anno, lanciata dal precedente consiglio di quartiere. «Ma le Belle Arti per ora hanno bloccato tutto - ricorda Segna - perché non ci sarebbe chiarezza sulla tipologia della cancellata e la sua omogeneità con il contesto». E aggiunge: «Forse non era il caso di installare quelle docce in centro...».


