BOLZANO. Oggi, giorno di San Giuseppe si celebrano i papà. Molti si saranno svegliati con la colazione a letto, un bigliettino d'amore e le coccole dei figli con cui, ogni tanto, è difficile dirsi «ti voglio bene». È il giorno in cui le scrivanie dell'ufficio si riempiono di lavoretti colorati, oppure l'occasione di riaprire il cassetto e riguardare con nostalgia vecchi disegni. Il 19 marzo però è anche la giornata in cui parlare di un ruolo, il padre, che negli anni è cambiato moltissimo. Tra difficoltà e ostacoli, il papà ci accompagna lungo il cammino, e la sua presenza è una costante, anche se fisicamente lontano da noi.

«Con Nina ci vedevamo poco», racconta l'ex slittinista Armin Zöggeler, adesso allenatore della nazionale. Due volte campione olimpico, ha trascorso gran parte della sua vita in giro per il mondo. Ha due figli, Thomas e Nina, che ha deciso di seguire la sua "pista" e adesso è nella squadra nazionale di slittino. Nel 2022 ha avuto il suo esordio alle olimpiadi invernali, su pista artificiale come il papà. Ma il loro rapporto non è sempre stato facile.

«Durante l'adolescenza ha avuto una piccola fase di ribellione: doveva andare contro a tutto quello che dicevo- racconta Zöggeler -. Adesso parliamo, accetta i miei consigli, e abbiamo un rapporto proprio bello». Per il campionissimo è fondamentale che i ruoli di allenatore e papà restino separati: «Secondo me è molto complesso allenare i propri figli, devono seguire il loro percorso. E sono felice che Nina e Thomas lo stiano facendo».

Paolo Berlanda, noto architetto bolzanino, è padre di cinque figli. Una famiglia numerosissima che «riempie la giornata di pensieri, preoccupazioni, ma anche di tante gioie. Per me - racconta Berlanda - i figli danno un senso alla vita, ai miei impegni, anche professionali. Quando erano piccoli la mia presenza non è stata costante, chiaramente con la libera professione il lavoro spesso non si limitava alle otto ore. Però il rapporto è sempre stato bello, anche nelle difficoltà».

Anche lo chef stellato Herbert Hintner è stato un papà impegnato: la cucina è un ambiente spesso monopolizzante per la vita familiare. «Chiudevamo d'estate e la domenica, ed erano preziose occasioni per stare tutti insieme», spiega Hintner. Dei suoi tre figli, tutti ormai grandi, il secondo, Daniele, ha deciso di lavorare in cucina. «Ha imparato da me», sorride Hintner, «Ma sono felice che adesso segua la sua strada».

Mario Punzi, rinomato batterista e fiore all'occhiello della musica altoatesina, è dovuto scendere a compromessi tra una vita di tournée, concerti serali e prove nel weekend, e il suo essere padre. «È sempre stato difficile, con il mio lavoro, passare del tempo di qualità con Susanna. Ma devo dire che sono fortunato - sorride -. Lei è appassionata di musica, è la mia prima fan e le ho sempre raccontato tutto dei palchi in cui sono salito, dal vivo oppure al telefono. Adesso il mio prossimo traguardo è portarla con me».