BOLZANO. L’elezione della presidente Brigitte Foppa alla guida della Commissione d’inchiesta sulla pandemia ha spinto il gruppo Oberalp a chiedere che anche il proprio caso venga inserito nella ricostruzione della “cronologia condivisa” degli eventi Covid in Alto Adige. La società, in una lunga lettera indirizzata alla presidente, ripercorre la vicenda legata alla fornitura di mascherine e dispositivi di protezione nei primi mesi del 2020.
Secondo quanto riportato dall’azienda, nel marzo 2021 Oberalp rispose alle richieste urgenti dell’Azienda sanitaria, mettendo a disposizione contatti commerciali per reperire materiale che in Europa risultava introvabile. Per ordine della SABES, la società anticipò pagamenti in dollari e coprì i costi dei voli del ponte aereo dalla Cina, per un totale che oggi ammonta a circa 30 milioni di euro. Una somma che, secondo l’azienda, non sarebbe ancora stata restituita.
La mancata liquidazione viene attribuita a incongruenze procedurali interne alla pubblica amministrazione, relative alle norme sugli appalti pubblici. Oberalp ricorda però che la situazione dell’epoca era caratterizzata da un’urgenza straordinaria, con dispositivi di protezione reperibili solo tramite fornitori cinesi e con scorte ospedaliere prossime all’esaurimento.
La vicenda, definita dall’azienda “ancora irrisolta”, è ora affidata al tribunale civile dopo anni di tentativi senza esito. La società segnala che, nonostante alcune ricostruzioni giornalistiche poi smentite, l’opinione pubblica continua a chiedere chiarimenti sul mancato rimborso.
Nella lettera, Oberalp si dice pienamente disponibile a presentare la propria testimonianza alla Commissione d’inchiesta, ritenendo il caso parte integrante degli eventi pandemici in Alto Adige e utile a comprendere il contesto operativo di quei mesi. L’obiettivo, conclude l’azienda, è contribuire a superare una frattura sociale che, secondo la presidente Foppa, segna ancora il dibattito pubblico.

