BOLZANO. «Mio padre suona la batteria, mio nonno suonava il pianoforte. Credo che l’amore per la musica sia nato a casa sua: ero un bambino e mi faceva ascoltare i concerti per corno di Mozart. Quando oggi torno ad ascoltarli, rivivo le stesse emozioni». Zeno Oberkofler, 28 anni, consigliere provinciale verde, pochi giorni fa ha festeggiato la conclusione del master in viola, presso il Conservatorio di Bolzano, dopo quello in violino. «La tesi - racconta - l’ho fatta sulla Sinfonia concertante per violino e viola di Mozart. Evidentemente, c’è un qualcosa che in qualche modo mi lega al grande compositore austriaco».

Si sente più politico o più musicista?

Tra i due percorsi ho scelto la politica che, da quando sono stato eletto in consiglio provinciale nel 2023, mi impegna a tempo pieno. Però - quando c’è l’occasione - mi piace fare concerti. Da tre-quattro anni sono invitato dalla Südtirol Filarmonica a Dobbiaco e in questi giorni sono qui per le prove assieme a tanti giovani talenti altoatesini. Domani abbiamo un concerto proprio a Dobbiaco, lunedì a Bolzano, domenica a Merano e lunedì a Milano.

Politica e musica sono due mondi distanti.

Sono mondi diversi. Però dalla musica ho imparato a stare sul palco, ad esibirmi in pubblico. Cosa importante quando fai politica e ti trovi a parlare in consiglio provinciale, in un’assemblea, in una manifestazione davanti a tante persone. E poi comunque la musica suonata per me resta sempre un ottimo antidoto contro lo stress, perché ti consente di estraniarti dal resto del mondo. Sei tu e lo strumento.

Quando ha iniziato a suonare?

A sette anni. Ho fatto le medie al Conservatorio Monteverdi, poi mi sono diplomato. L’esame finale è stato molto tosto: è durato nove ore. Però ce l’ho fatta e mi sono iscritto al Conservatorio di Cesena, dove ho iniziato il master in viola con il professor Stefano Pagliani.

L’approdo alla politica?

La prima manifestazione contro il progetto del Walther Park. Poi ci sono stati i Fridays for Future: le manifestazioni studentesche per l’ambiente organizzate anche a Bolzano. Nel 2020, per un solo voto, non sono entrato in consiglio comunale, ma sono stato eletto con i Verdi e ho avuto l’opportunità di fare la gavetta nel consiglio di circoscrizione Centro-Piani-Rencio.

A proposito di manifestazioni, cosa pensa delle proteste di questi giorni di giovanissimi che stanno mettendo a ferro e fuoco città come Milano?

Purtroppo, con la distruzione dei negozi, distruggono le istanze legittime che li portano a scendere in piazza. Le giovani generazioni non vedono prospettive. Si rendono conto di avere poche possibilità di progredire socialmente. Gli stipendi oggi sono bassi; i tirocini spesso e volentieri neppure pagati. Ci sono la crisi climatica e le guerre vicino a casa. Il governo Meloni non sta facendo nulla per evitare la fuga dei cervelli all’estero.

Lei ha il papà tedesco, Franz Oberkofler, e la mamma italiana, Rosina Ruatti. Quando si è candidato per il consiglio provinciale nel 2023 si è dichiarato tedesco. Poi ha cambiato dichiarazione etnica.

Io faccio parte di una nuova generazione che rappresenta in egual misura due mondi, due lingue, due culture. Per quelli come me è difficile doversi dichiarare appartenenti a questo o quel gruppo.

Lei però dovendo scegliere si è dichiarato tedesco.

A 18 anni non mi ero neppure dichiarato; poi mi sono dichiarato tedesco. Semplicemente perché l’aveva fatto mio fratello Lorenz. Adesso ho cambiato: mi sono dichiarato italiano. E magari, in futuro, potrei cambiare di nuovo, proprio per evidenziare il mio essere bilingue. Sa qual è il problema?

Quale?

Che per i tedeschi sono troppo italiano; per gli italiani troppo tedesco.

Il suo prossimo obiettivo?

Sono iscritto alla facoltà di Economia di Ferrara e voglio laurearmi.