BOLZANO. «Finalmente si è giunti ad una presa d'atto della realtà di un'opera che è sempre stata insostenibile dal punto di vista ambientale, sociale, politico ed economico!». Le associazioni ambientaliste dell’Alto Adige – CAI Alto Adige Alpenverein Südtirol, Mountain Wilderness, Federazione Ambientalisti Alto Adige e Heimatpflegeverband Südtirol – commentano così la rinuncia alla pista da bob a Cortina per le Olimpiadi 2026, ufficializzata ieri (16 ottobre) dal presidente del Coni Giovanni Malagò.

«Necessità e buon senso hanno prevalso sulla realizzazione di uno Sliding Center dal costo di 150 milioni di euro che oltre a provocare spreco di denaro pubblico e un sicuro danno ambientale avrebbe lasciato in eredità un costoso impianto in termini di esercizio», scrivono le associazioni che avevano preso parte alla manifestazione del 24 settembre contro l’opera.

Se però Cortina tira un sospiro di sollievo, in Alto Adige gli ambientalisti sono preoccupati per le conseguenze che avranno le opere stradali in corso di realizzazione e progettazione finanziate con i soldi delle Olimpiadi. «Ad allarmare sono i finanziamenti per opere viarie (circonvallazione Dobbiaco, sovrappasso ferroviario a S. Candido, ampliamento del tratto Chienes – La Serra a 3 corsie) che unite a quelle in fase di realizzazione circonvallazione di Chienes e Perca, e in discussione, come la rotatoria a due piani di Valdaora, produrranno sulla strada della Pusteria una notevole fluidificazione del traffico stradale con conseguente aumento del traffico di transito di mezzi pesanti oltre che di quello privato». Non secondario è l’impatto paesaggistico di queste opere e l’impermeabilizzazione del suolo che ne deriva. Il Piano Provinciale della Mobilità Sostenibile 2035, di recente approvazione, prevede una riduzione del 26% del trasporto privato motorizzato al di fuori dei centri abitati e afferma che si dovranno privilegiare soluzioni che riducano al minimo le infrastrutture viarie invasive.

Ad Anterselva costi in aumento ed un bacino in mezzo al bosco

«Secondo il piano finanziario recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri – ricordano le associazioni - l'espansione del centro biathlon e delle relative infrastrutture, compreso un bacino di accumulo che dovrebbe essere costruito nel bel mezzo del bosco con gravi impatti paesaggistici, costerà quasi 52 milioni di euro. Oltre 26 milioni di questi dovranno essere finanziati dalla Provincia di Bolzano, rappresentando più della metà delle spese. Nel 2021 si parlava ancora di un costo totale di 28 milioni e nel 2019 addirittura si sosteneva che ad Anterselva non sarebbero state necessarie "ulteriori grandi investimenti o infrastrutture"». L’auspicio di CAI Alto Adige Alpenverein Südtirol, Mountain Wilderness, Federazione Ambientalisti Alto Adige e Heimatpflegeverband Südtirol è che «a fronte di queste previsioni la politica tragga decisioni coraggiose opportune, in primo luogo coinvolgendo la popolazione facendola partecipe dello sviluppo del proprio territorio. In secondo luogo impiegando le ingenti risorse disponibili per rispondere ai bisogni reali di chi le montagne le abita e le vive quotidianamente, ovvero migliorando i servizi, la sanità, le scuole e il trasporto pubblico».