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TRENTO. Una segnalazione sulla mappa indica dove un orso è stato visto in un determinato momento, ma non permette di sapere dove si trovi poco dopo. Allo stesso modo, una zona nella quale non risultano avvistamenti recenti non può essere automaticamente considerata priva di plantigradi. È il chiarimento del Settore grandi carnivori del Servizio Faunistico della Provincia, che richiama l’attenzione sul corretto utilizzo delle mappe online dedicate agli avvistamenti.
Il motivo è legato soprattutto alla grande capacità di spostamento degli orsi. Questi animali possono coprire distanze considerevoli in tempi molto brevi: a titolo di esempio, già un quarto d’ora dopo una segnalazione un esemplare potrebbe trovarsi a circa un chilometro dal punto nel quale era stato osservato.
Su intervalli più lunghi le distanze diventano ancora maggiori. Nell'arco di una giornata un orso può infatti percorrere anche decine di chilometri. Un animale visto in una determinata zona di una valle potrebbe dunque trovarsi, poche ore più tardi, in un’altra valle o comunque molto lontano dal luogo dell’avvistamento iniziale.
È per questa ragione che, sottolinea il Servizio Faunistico, la geolocalizzazione di una singola osservazione non può essere trasformata in uno strumento per stabilire dove si trovi un esemplare o per prevederne gli spostamenti. La fotografia fornita dalle segnalazioni è inevitabilmente riferita a un momento preciso ed è destinata a diventare rapidamente superata.
Il concetto vale anche al contrario. L’assenza di segnalazioni non equivale all’assenza di orsi. Un’area senza avvistamenti pubblicati non può quindi essere considerata automaticamente sicura dalla possibile presenza di plantigradi, soprattutto tenendo conto del numero di esemplari presenti e della loro distribuzione nell’intero Trentino occidentale.
Da qui l’invito della Provincia ad adottare sempre le regole di coesistenza con l’orso, indipendentemente dalla presenza o meno di segnalazioni recenti nella zona nella quale si intende effettuare un’escursione.
C’è poi un secondo aspetto sul quale viene richiamata l’attenzione. La pubblicazione della posizione puntuale di un orso può produrre un effetto opposto rispetto a quello desiderato, attirando persone e curiosi intenzionati a raggiungere la zona per cercare di vedere, fotografare o filmare l’animale.
Un comportamento del genere può aumentare il disturbo nei confronti della fauna selvatica e, soprattutto, accrescere il rischio di situazioni pericolose o incidenti legati a incontri troppo ravvicinati. Una segnalazione puntuale, dunque, non dovrebbe provocare allarmismo ma nemmeno diventare un invito ad andare alla ricerca dell’animale.
Diversa è la funzione della mappa messa a disposizione attraverso il portale provinciale dedicato ai grandi carnivori, nella quale vengono indicate le aree dove è stata segnalata la presenza di femmine accompagnate da piccoli dell’anno. Si tratta di uno strumento informativo realizzato nell’ambito dell’attività istituzionale e scientifica di monitoraggio.
Anche questa cartografia, tuttavia, deve essere interpretata correttamente. Le zone che non risultano evidenziate non possono essere considerate con certezza prive di femmine con cuccioli. Le femmine tendono a essere maggiormente stanziali rispetto ai maschi, ma il quadro delle segnalazioni viene costruito progressivamente durante la stagione e, di conseguenza, la mappa non può essere considerata necessariamente esaustiva.
A completare il sistema informativo ci sono i report mensili sui grandi carnivori, nei quali vengono raccolte le informazioni sugli eventi che interessano questi animali. Nei documenti vengono riportate anche le predazioni segnalate alla Provincia e successivamente confermate attraverso gli accertamenti tecnici, oltre ai dati ottenuti attraverso le attività di monitoraggio.
Resta quindi centrale la prevenzione. Chi frequenta boschi, sentieri e aree nelle quali è possibile incontrare un orso deve conoscere i comportamenti da adottare, senza affidarsi alla presenza o all’assenza di un simbolo su una mappa. La Provincia riassume le indicazioni in un decalogo di coesistenza.
1. Fatti sentire.
Durante le escursioni è opportuno camminare parlando ad alta voce e facendo rumore. Normalmente gli orsi non cercano il contatto con l’uomo e, se vengono avvertiti per tempo della sua presenza, tendono ad allontanarsi spontaneamente.
2. Tieni il cane al guinzaglio.
Chi porta con sé un cane deve tenerlo legato. Un animale lasciato libero potrebbe avvicinarsi a un orso e, spaventato, tornare successivamente verso il proprietario in cerca di protezione, portando con sé il plantigrado.
3. Non alimentare l’orso.
È fondamentale portare via tutti i rifiuti, soprattutto quelli organici, perché possono attirare orsi e altri animali selvatici. Non bisogna mai utilizzare del cibo per richiamare un plantigrado: un comportamento del genere può rappresentare un pericolo sia per le persone sia per l’animale.
4. Non seguirlo.
In caso di avvistamento bisogna mantenere la calma e allontanarsi lentamente, senza correre. Se l’orso si avvicina, occorre attendere che si allontani spontaneamente prima di riprendere il cammino. L’animale non deve essere seguito, nemmeno utilizzando un’automobile.
5. Evita il contatto.
Se si verifica un incontro ravvicinato e l’orso non si è accorto della presenza della persona, bisogna evitare qualsiasi interazione e allontanarsi in silenzio. Non bisogna rimanere nelle vicinanze per osservarlo o fotografarlo. Se invece il plantigrado ha già notato la presenza dell’uomo, occorre allontanarsi lentamente, continuando a tenerlo sotto controllo, senza correre e senza gridare.
6. Se ti segue.
Nel caso in cui l’orso inizi a seguire una persona, l’indicazione è quella di retrocedere lentamente senza voltargli le spalle, parlando con tono fermo.
7. Se l’orso si alza.
Vedere un plantigrado sollevarsi sulle zampe posteriori può impressionare, ma questo comportamento non rappresenta di per sé un atteggiamento aggressivo. L’animale sta generalmente cercando di osservare meglio e valutare la situazione. In questo caso bisogna restare fermi e fargli sentire la propria voce, senza urlare.
8. Se mostra segni di aggressività.
Se l’orso manifesta comportamenti come vocalizzi, soffi o zampate a terra, bisogna allontanarsi lentamente senza perderlo di vista e senza correre. Se invece corre incontro alla persona mostrando un atteggiamento aggressivo, l’indicazione è di rimanere immobili e non gridare.
9. In caso di contatto fisico.
Nella remota eventualità che si verifichi un contatto e la persona cada a terra, bisogna rimanere con il viso rivolto verso il terreno e proteggere la nuca con le mani, senza reagire. Ci si deve rialzare soltanto quando si è certi che l’orso si sia allontanato.
10. Avvisa le autorità.
Una volta superata la situazione di pericolo, è necessario segnalare quanto accaduto alle autorità competenti, fornendo le informazioni utili sull’incontro. In caso di emergenza il numero da contattare è il 112.
Posso anche prepararti tre titoli più forti e “da apertura”, puntando sul dato dell’orso che può spostarsi di un chilometro in 15 minuti.


