PHOTO
BOLZANO. Non solo un sorriso asimmetrico. La paralisi facciale può compromettere la vista, la parola, la capacità di mangiare e bere, con ricadute pesanti anche sulla vita sociale e psicologica. Per questo 60 professionisti sanitari si sono riuniti all’ospedale di Bolzano per fare il punto su diagnosi, cura e riabilitazione.
Il convegno «Face to face», che si è svolto il 24 ottobre, è stato organizzato dall’Ordine Tsrm e Pstrp, che riunisce 19 professioni sanitarie, con il patrocinio dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige. La responsabile scientifica era Karin Waldhauser, mentre la moderazione è stata affidata alla presidente dell’Ordine provinciale Irene Rigott.
La paresi facciale indebolisce o paralizza i muscoli del volto, di solito su un solo lato. Può essere causata da infezioni, traumi o danni al nervo facciale; quando la causa resta sconosciuta si parla di paralisi di Bell. Se le palpebre non si chiudono del tutto, l’occhio rischia danni, mentre i problemi a labbra e guance rendono difficili alimentazione e comunicazione. Una paralisi improvvisa richiede una valutazione medica urgente, anche per escludere un ictus.
Al tavolo si sono confrontati specialisti di neurologia, oculistica, otorinolaringoiatria, logopedia, psicologia, ortottica, audiometria e igiene dentale. Al centro le esperienze dei pazienti e l’importanza di percorsi terapeutici personalizzati.
Durante la giornata è stato presentato anche un opuscolo informativo per le persone con paresi facciale, realizzato dai servizi di logopedia di Bolzano e Merano con l’ortottica del capoluogo.


