BOLZANO. La giunta provinciale ha approvato una delibera che garantirà, anche in Alto Adige, i trattamenti di assistenza medica e infermieristica continua, 24 ore su 24, alle persone affette da condizioni mediche complesse. Chiunque necessiti di assistenza continuativa a causa di condizioni patologiche invalidanti sarà sollevato dai costi che, fino a oggi, erano a carico delle famiglie, equiparando finalmente la provincia di Bolzano al resto d’Italia.
Il rimborso della retta nelle strutture per lungodegenti fino a oggi era riservato ai non autosufficienti gravi a causa di un trauma.
“Un risultato perseguito con determinazione fin dalla stesura del Programma di governo, tanto che è stato incluso come punto chiave. Esso rappresenta un passo fondamentale nel supporto alle famiglie che si trovano ad affrontare situazioni difficili sul piano dell’assistenza sanitaria e sociale”, ha dichiarato l’assessore provinciale Christian Bianchi (Uniti-Lega) “Oggi siamo fieri di poter dire che nessuna famiglia altoatesina dovrà più sostenere questo onere economico, così come già avveniva in tutto il resto d’Italia, dove è il servizio sanitario nazionale a farsene carico”.
La Provincia stanzia 2,5 milioni di euro annui, rispondendo alle esigenze di numerose famiglie che, per l’assistenza intensiva dei propri cari, avevano fino ad ora dovuto far fronte a un costo significativo. “Ci sono famiglie che hanno dovuto pagare 1.200 euro al mese, anche per 13 anni, per assistere i propri cari, dato che queste situazioni possono riguardare anche persone giovani”.
Durante la conferenza stampa è stata letta una e-mail ricevuta proprio ieri, in cui una signora raccontava di aver dovuto vendere la propria casa per sostenere questi costi. “In una provincia dove ci sono quasi 8 miliardi di euro di bilancio, mi pare il minimo che situazioni come questa non debbano accadere mai più”, ha rimarcato Bianchi.
Una battaglia iniziata da Maurizio Puglisi Ghizzi, ex consigliere comunale, con l’associazione Oniro, che per anni si è trovato a pagare una parte di retta importante per la moglie Alessandra, allora ricoverata al Lungodegenti Firmian.

