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BOLZANO. Avrebbe trascorso tre mesi di agonia all'interno di una struttura ricettiva a Castelrotto, senza cellulare o contatti con l'esterno, sottoposto solo a cure omeopatiche. Poi la morte. La Procura è decisa ad andare fino in fondo per scoprire la verità sul decesso di Nikolaus Chizzali, noto avvocato bolzanino scomparso il 27 ottobre del 2022 all'età di 60 anni.
Ci sono otto persone iscritte nel registro indagati, tutti parenti stretti del legale e in concorso tra loro. L'ipotesi di reato è pesante: maltrattamenti aggravati per avere cagionato la morte della vittima. Da codice penale, in un'eventuale processo, rischiano fino a 24 anni a testa di carcere. Titolare del fascicolo è la pm Francesca Sassani, che nel formulare l'accusa fa riferimento a «condotte attive e omissive, mediante ripetuti comportamenti di violenza psicologica». La Procura di Bolzano starebbe per chiedere, nei prossimi giorni, il rinvio a giudizio per le otto persone.
I parenti, secondo le contestazioni, avrebbero esercitato in Chizzali «una pressione tale da generare in lui uno stato di vessazione, costringendolo a vivere secondo le regole imposte dalla famiglia e a rifiutare le cure offerte dalla medicina tradizionale a favore della medicina omeopatica». Le terapie: un punto centrale dell'inchiesta.


