BOLZANO. «I controlli sono stati intensificati e bisogna ammettere che la nuova giunta sta cercando di migliorare la situazione, ma purtroppo non basta. Perché dopo una certa ora, quando non ci sono più i presidi delle forze dell'ordine, piazza Erbe diventa terra di nessuno». Luisa Zamboni, membro sia del Comitato dei residenti che dell'Unione commercio, spiega così l'esasperazione degli abitanti che per giovedì hanno chiesto un incontro con il questore Giuseppe Ferrari. Anche alla luce dell'ultima brutale aggressione avvenuta tra le bancarelle e finita con quattro denunce. «Piazza Erbe - dice - è da sempre uno dei luoghi simbolo della città; ma lo è rimasta solo sulle vecchie cartoline. La realtà è un'altra. La notte, dopo una certa ora, diventa una specie di discoteca a cielo aperto. Arrivano con le casse e chi abita lì non riesce a chiudere occhio. La mattina quello che si trova è uno spettacolo indecente. A questo si aggiungono periodiche risse che creano un clima di insicurezza».
 

Le contromisure della giunta
Uno dei temi che hanno dominato la campagna elettorale è stato quello della sicurezza. Lo schieramento di centrodestra ha promesso di migliorare la situazione, adottando la linea dura. Si è cominciato chiudendo parco Cappuccini, i cancelli della zona Teatro e Camera di commercio; adesso si pensa di chiudere anche piazza Parrocchia su richiesta di don Bernhard Holzer, decano del Duomo. I giardini della Stazione, punto di ritrovo di disperati, attualmente sono chiusi: si sta lavorando per ridisegnare completamente l'area nell'ambito del mega complesso Walther Park. L'operazione "chiusure" però, se da una parte migliora certe situazioni critiche, dall'altra sposta solo il problema in altre zone. Una di queste è sicuramente piazza Erbe.

Il Taser
Nella prossima riunione della giunta il sindaco Claudio Corrarati ha intenzione di discutere l'avvio dell'iter, per dotare gli agenti della Polizia municipale del Taser. In particolare il vicesindaco Stephan Konder insiste per migliorare gli strumenti di protezione degli agenti di polizia municipale. Troppo spesso ormai vittime di aggressioni durante gli interventi. Negli ultimi mesi sono circa una quarantina coloro che sono finiti al Pronto soccorso. Attualmente la Polizia municipale è dotata di "laccio" (BolaWrap, il termine corretto): dispositivo di contenimento a distanza non letale, progettato per immobilizzare le persone. Ma lo strumento - la Municipale ne ha quattro - è ritenuto meno efficace del Taser, un'arma non letale che emettendo una scarica elettrica consente di bloccare temporaneamente i muscoli della persona in fuga o che dia in escandescenze.
 

La lettera al ministro
Annunciato ormai da anni, il Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) che si sarebbe dovuto realizzare a Bolzano sud, in zona Agruzzo, non c'è ancora. Di qui la decisione del sindaco, concordata con il presidente Arno Kompatscher, di scrivere una lettera al ministro dell'interno Matteo Piantedosi per sollecitarne la costruzione: «Noi dobbiamo avere la certezza che chi delinque e chi non ha titolo per restare sul territorio nazionale, vengano riaccompagnati nei Paesi d'origine».