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BOLZANO. Sale la tensione su piazza Erbe dopo la furiosa lite dell'altra sera, l'ennesimo episodio di violenza nel luogo della «movida» bolzanina. Un 19enne residente nella piazza testimonia lo spargimento di sangue, famiglie che frettolosamente si allontanavano e avventori che si rifugiavano nei locali. Alla questura risulta che non si sia trattato propriamente di rissa, bensì di un litigio per futili motivi tra due uomini in stato di ebbrezza. Con la conferma che uno dei due è stato ferito a un braccio con un pezzo di vetro.
Non una scena rassicurante. Il consigliere comunale Stefano Stagni (Fratelli d'Italia) torna a chiedere un rafforzamento delle misure di sicurezza, sottolineando come «una lite tra alcuni giovani» sia degenerata «in una situazione di guerriglia urbana», nella quale «bottiglie rotte sono state utilizzate come armi tra i litiganti, nel fuggi-fuggi generale».Settimane di pauraAlcuni degli esercenti della zona già hanno deciso di lasciare le loro attività. Altri stanno facendo serie valutazioni in merito.
Un esercente del centro riferisce di «episodi sempre più frequenti, in particolare da un mese a questa parte, ad opera di gruppi di origine nordafricana o albanese».Il più eclatante si è verificato lo scorso 9 agosto, la sera di Calici di stelle, quando un giovane uomo è stato ferito alla testa (con copioso sanguinamento) con una bottiglia da un altro giovane nel corso di una furibonda lite. Come nel caso di due giorni fa.
La lite e l'intervento
«Erano appena passate le 23. Stavo rincasando», racconta Luca Giacinti, studente 19enne, «Da via Francescani ho visto correre verso di me quattro ragazzi. Uno di loro aveva in mano una bottiglia di vetro rotta». Nella lettera, Giacinti scrive che proseguendo ha visto «un ragazzo a torso nudo con il braccio tagliato» in stato di concitazione parlare con la Guardia di finanza. Si trattava di un 26enne con cittadinanza egiziana, incensurato. Ha rifiutato le cure proposte dal servizio interforze che presidia il centro. Era ubriaco, così come il presunto aggressore, portato in questura e denunciato per avere sfondato una porta del palazzo della polizia di Stato. Nessuno dei due era in possesso di stupefacenti o di armi.
Le reazioni
Il 19enne Giacinti descrive una piazza che «è da considerarsi a tutti gli effetti una piazza di spaccio, spesso è possibile vedere scambi di droga in maniera fin troppo esplicita». Prosegue: «Un regolamento di conti, un litigio, l'abuso di alcol e perfino il dogmatico sabato sera non possono essere alibi di gente che causa panico e violenza nella piazza». Stagni accusa: «Una città attanagliata dal consumo di sostanze stupefacenti e alcolici, continue violenze, regolamenti di conti tra le maglie dello spaccio di sostanze di ogni tipo».
Dall'episodio di due giorni fa prende spunto per una interrogazione per avere «maggiori informazioni sulle cause che hanno generato il fatto di sabato scorso e su come questo sia stato gestito dalle forze dell'ordine, e soprattutto al fine di programmare modifiche delle procedure, ordinanze o altri interventi». In particolare annuncia che proporrà un presidio di agenti della polizia municipale in borghese che nei fine settimana contrastino lo spaccio e «valutino eventuali ordinanze che vietino di consumare bevande al di fuori dei locali, in bottiglie di vetro, negli orari di maggiore probabilità di fatti violenti».


