BOLZANO. Il Covid sta mettendo in grave difficoltà il servizio postale. Per capire il livello di disagio, finora a Bolzano il giorno peggiore pare sia stato il 13 gennaio: alla sala recapito di via Resia, su 110 addetti più 7 dello staff, mancavano 31 persone. Accade lo stesso anche in provincia: Vipiteno è sotto organico del 25%, a Laces c'è una marea di autosospesi perché non vogliono sottoporsi al tampone ogni 48 ore. Pure a Sesto e Dobbiaco mancano sportellisti. E altrove non va meglio.

Le carenze strutturali esistevano anche prima, ma ora si rischia l'implosione: a livello nazionale si è imposto di smaltire le ferie pregresse; i pensionati 2021 non sono stati rimpiazzati; se in provincia - grazie a un recente accordo - per il recapito si è fatto ricorso alla proporzionale morbida, supplendo con personale di madrelingua italiana, la politica locale non vuol saperne di ripetere anche per il personale di sportelleria; e i concorsi sono fermi. Oltre a ciò ora si aggiungono: malati Covid in isolamento, personale in quarantena, congedi per le quarantene dei figli piccoli e autosospensioni.