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BOLZANO. Torna il vincolo ventennale sull'edilizia agevolata e arrivano gli alloggi a prezzo calmierato. Sono due tra le misure anticipate nei mesi scorsi confermate con il via libera della giunta provinciale al pacchetto di norme e indirizzi sull'abitare, pacchetto che secondo le premesse integrerà anche buona parte del Salva-casa, ad esempio in tema di recupero dei sottotetti. I tempi si dilatano, alcune misure saranno messe a punto nel 2025, ma il grosso della riforma dovrebbe vedere la luce entro l'anno con i decreti attuativi di Peter Brunner (titolare dell'Urbanistica) da votare a Palazzo Widmann e con la legge omnibus sull'edilizia abitativa dell'assessora Ulli Mair, in Consiglio tra ottobre e novembre.
Imi, manca l'accordo
I vertici della Provincia confermano la volontà di rimediare al paradosso dell'Imi più alta per i residenti che per gli affitti turistici. Il problema è come superare l'impasse.
Perché il presidente Arno Kompatscher ribadisce la linea dello stop all'overtourism e alla carenza di case, ma la strada per l'accordo sulle nuove aliquote è in salita. «Per questioni legate a finanziabilità ed equità non abbiamo ancora trovato una regola uniforme. È un dibattito aperto», dichiara Kompatscher, anticipando comunque una stretta sui controlli «anche ricorrendo a soggetti terzi, privati, come si fece qualche anno fa per la cartellonistica pubblicitaria». Perciò sarà estesa la competenza della Agenzia per la vigilanza edilizia. Una norma dell'assessore Luis Walcher è il guanto di sfida lanciato agli affittacamere. Non a quelli «in forma tradizionale, protetta e adeguatamente regolamentata di affitto di camere private», riferisce Kompatscher, bensì a quelli che prosperano sulle piattaforme online. Il governatore accusa una «crescita incontrollata» che «ha spesso portato ad abusi» e anticipa una stretta rigorosa sulla normativa e sulla assegnazione di posti letto.
Le misure dell'abitare
Alcune azioni semplificheranno le pratiche burocratiche. Altre, come l'estensione del vincolo sociale, ostacolerebbero la speculazione. In questa direzione dovrebbe andare un nuovo meccanismo. Il privato costruttore, infatti, potrebbe proporre a un Comune una convenzione e vendere almeno il 60% della cubatura a prezzo calmierato, cioè fra i 3.200 e i 3.600 euro al metro quadro. Brunner prevede che «in futuro, cento metri quadri commerciali potrebbero costare intorno ai 350mila euro». Una volta esaurita la graduatoria degli interessati all'acquisto, nei comuni con emergenza abitativa scatterebbe su richiesta del sindaco il diritto di prelazione dell'Ipes, che acquisterebbe a prezzo di mercato e affitterebbe gli alloggi con canone provinciale. Altrimenti gli alloggi verrebbero affittati a privati. «Un domani gli inquilini potranno riscattare l'alloggio», sottolinea Brunner.Ulli Mair sta operando una «forte semplificazione e operazione di pulizia della legge sull'edilizia abitativa agevolata», spiega, «I singoli articoli sono in fase avanzata». Saranno adeguate le modalità di calcolo di redditi e fasce, «anche con l'obiettivo - prosegue - di correggere alcune distorsioni». Per i contributi per calamità naturali, emergenze sociali e abbattimento di barriere architettoniche nella legge saranno fissati solo i principi, mentre i criteri di dettaglio saranno determinati con delibera. Il pacchetto comprende l'estensione dei contributi verso enti e associazioni che costruiscano alloggi per lavoratori e studenti (saranno estesi alle nuove costruzioni), semplificazioni sugli alloggi per lavoratori in zone produttive attigue a zone residenziali (Brunner menziona gli alberghi nel verde agricolo) e una piccola sanatoria, una deroga agli edifici esistenti prima del 4 settembre 2007 in merito agli aumenti di cubatura nelle zone agricole con il «bonus energia» e alle verande in zone miste. La norma in vigore fissa il limite al 2005. S.M.


