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BOLZANO. Alexander Steiner è il dirigente della Provincia con il reddito imponibile più elevato riferito al 2023 e valido per la dichiarazione 2024. Il direttore generale dell'ente pubblico supera il segretario generale Eros Magnago di un migliaio di euro. Per il primo si arriva a quota 195.623 euro (erano 173mila nel 2022), per il secondo l'imponibile è di 194.596 euro (190.669 nel 2022). Insomma per Steiner un balzo in avanti di 22mila euro nell'arco di 12 mesi.
Sul terzo gradino del podio la vicesegretaria generale Marion Markart con 179.014 euro (151mila circa nel 2022). Scherzi del destino: i dati sui redditi dei dirigenti della Provincia vengono pubblicati proprio nei giorni in cui il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti annuncia la volontà di inserire nella Manovra 2025 il tetto massimo di 160mila euro lordi per i dirigenti pubblici, partecipate comprese.
Attualmente tale limite è pari a 240mila euro. Nello specifico dell'amministrazione provinciale sarebbero 13 i dirigenti che andrebbero a superare il tetto di legge (vedi infografica). Oltre a Steiner, Magnago e Markart, anche il vicedirettore generale Giulio Lazzara, e poi i direttori di dipartimento Klaus Unterweger, Antonio Lampis, Vincenzo Gullotta, Martin Vallazza, Edith Ploner, Armin Gatterer, Gustav Tschenett, Davide Gemmellaro, Luca Critelli, Frank Weber e Günther Burger.
Sul «tetto» agli emolumenti il condizionale è d'obbligo sia perché è tutto da verificare se il governo arriverà a tagliare effettivamente tali stipendi, sia perché ci vorrebbe comunque il recepimento da parte della Provincia. E da Palazzo Widmann fanno sapere che ad oggi non esiste nessun testo su cui riflettere. Certo che se tetto dovesse esserci, si andrebbero a colpire non solo i massimi dirigenti dell'amministrazione provinciale, ma anche quelli delle partecipate: da Autobrennero ad Alperia, dove gli imponibili dei top-manager superano abbondantemente i 160mila euro lordi annui.
Tornando agli imponibili 2023 dei dirigenti della Provincia i direttori degli Enti strumentali portano a casa redditi in linea con quelli dei direttori di ripartizione. Così si va dai 142mila euro di Michael Oberhuber a capo del centro di sperimentazione Laimburg ai 132mila euro di Eugenio Bizzotto, responsabile dell'Agenzia per lo sviluppo sociale ed economico. Ed ancora i 141mila euro di Albert Wurzer (Agenzia Demanio provinciale) ed i 135mila euro di Fabio De Polo (Area funzionale Bacini montani). Tra le Ripartizioni molti i dirigenti noti: da Daniel Bedin (amministrazione del patrimonio) con 126mila euro a Tonino Tuttolomondo (Intendenza scolastica italiana) con 126mila euro. Da Manuela Defant a capo della ripartizione economia (131mila euro) a Manuela Pierotti, direttrice provinciale delle scuole per l'infanzia in lingua italiana (108mila euro). Flavio Ruffini (Agenzia provinciale per l'ambiente e la tutela del clima) ha un imponibile di 145mila euro, mentre anche Michela Trentini al vertice della ripartizione politiche sociali arriva a quota 145mila euro. A questi si aggiungono i direttori d'ufficio con redditi molto più bassi.


