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BADIA. Ha compiuto in questi giorni i suoi primi 10 anni il Museum Ladin Ursus ladinicus, dedicato all’orso delle caverne e situato a San Cassiano, sede distaccata del Museum Ladin che si trova a San Martino in Badia. Dieci anni fruttuosi, pieni di iniziative e risultati, nei quali il museo di San Cassiano ha visto crescere i visitatori diventando un’attrazione dell’Alta Badia. Manca al momento il direttore, dopo che Stefan Planker ha lasciato l’incarico per assumere la direzione di un museo a Monaco di Baviera, e un bilancio dei 10 anni viene tracciato dal funzionario Mattia Maldonato.
«Da quando è stato aperto - sottolinea Maldonado - il museo a San Cassiano ha migliorato le proprie offerte per i visitatori. Oltre all’esemplare di orso ucciso lungo la superstrada Merano-Bolzano, ha arricchito il materiale espositivo con il fossile rinvenuto sul Seceda e con altro materiale di grande interesse». «I visitatori sono sempre più numerosi - continua Maldonado - Dopo aver visitato il Museum Ladin a San Martino, molti arrivano a San Cassiano per approfondire la conoscenza sulla Ladinia. È importante che ciò accada, anche se il proliferare di musei nella zona dolomitica è notevole. Insomma, il bilancio di questi dieci anni è indubbiamente positivo . E ci sono i margini per migliorare ancora».
Nell’autunno del 1987, Willy Costamoling di Corvara fece un’importantissima scoperta sotto la Cima Cunturines a quasi 2.800 metri di altitudine: una caverna custodiva numerose ossa di orso preistorico risalenti al periodo interglaciale (40.000 anni fa). Negli anni successivi, la grotta venne esaminata da un team di ricerca dell’Università di Vienna, guidato da Gernot Rabeder. I risultati emersi dalla ricerca furono significativi: le ossa ritrovate all’interno della caverna appartenevano a una nuova specie di orso preistorico, mai descritta prima. Questa nuova specie venne battezzata Ursus ladinicus, in onore alla valle ladina dove vennero scoperti i resti dell’orso. Inoltre nella grotta vennero rinvenute anche le ossa di un leone delle caverne. E non è tutto: la grotta è il luogo di ritrovamento di resti di orso e leone delle caverne più alto del mondo. Nel 2011 un’esposizione museale su tre piani è stata dedicata all’Ursus ladinicus. Al piano interrato del museo è presente una ricostruzione della caverna di Conturines e dell’Ursus ladinicus. Al piano terra c’è il negozio del museo, mentre il piano superiore è dedicato all’illustrazione del processo di formazione delle Dolomiti. Qui si possono ammirare i più importanti fossili di San Cassiano e dintorni. Inserire le Dolomiti e la caverna dell’orso in un unico museo ha il suo significato: i resti ritrovati hanno dato importanti informazioni sul clima nelle Dolomiti durante la preistoria.


