VALLE AURINA. Un fusto di birra da 40 chili, rimasto intrappolato per oltre cinquant'anni in un crepaccio di un ghiacciaio della Valle Aurina, è stato recuperato da Daniel Oberlechner, 42enne appassionato di corsa in montagna. Il contenitore era precipitato dalla rete di un elicottero tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta, durante un trasporto di rifornimenti verso il rifugio Sasso Nero.

A raccontare la singolare vicenda è Lukas Harpf, mastro birraio e titolare dell'omonima azienda pusterese di distribuzione di bevande, per la quale Oberlechner lavora da anni come autista. «La sua grande passione è la corsa in montagna. Più volte alla settimana, dopo il lavoro, sale di corsa da San Giovanni fino al rifugio Sasso Nero: quasi 2.000 metri di dislivello», spiega Harpf.

Il fusto è riaffiorato dal ghiaccio dopo un temporale. Oberlechner è riuscito a localizzarlo e a organizzare il recupero, trasportandolo a valle lungo un percorso con quasi 2.000 metri di dislivello, servendosi di un carrello montacarichi. Un'impresa resa particolarmente impegnativa dal peso del contenitore e dall'ambiente di alta montagna.

Ma la sorpresa maggiore è arrivata al momento della degustazione. Nonostante i decenni trascorsi nel ghiacciaio, la birra è risultata ancora in ottime condizioni. «Era impeccabile. Il sapore, il colore ambrato e persino il grado di anidride carbonica erano ancora buoni», conferma Harpf. Una scoperta sorprendente dopo oltre mezzo secolo trascorso sotto il ghiaccio.