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BADIA. Dura presa di posizione degli Schützen Ladini contro il marchio «Kronplatz Dolomites», contestato per la “cancellazione” della denominazione ladina Plan de Corones. Il maggiore Emanuel Delmonego parla di un «gravissimo atto di violenza culturale nei confronti della nostra minoranza e della storia del territorio». Per Delmonego non si tratta di una semplice operazione di marketing, ma di una scelta che rischia di compromettere l'identità linguistica e culturale delle valli ladine.
«La nostra identità e la dignità delle nostre valli non sono merci in vendita per assecondare le logiche del profitto globale», afferma Delmonego, annunciando una ferma opposizione alla scelta dei vertici del comprensorio sciistico. «Non tollereremo che il dio soldo calpesti i diritti sanciti dalla nostra stessa Autonomia. Plan de Corones è e rimarrà il nome di questa montagna».
La protesta si allarga alle difficoltà sociali ed economiche delle comunità ladine. Delmonego denuncia lo spopolamento dei paesi, la fuga dei giovani e una speculazione immobiliare che, a suo giudizio, rende case e terreni sempre più inaccessibili ai residenti. Una situazione che rischia di compromettere il futuro delle nuove generazioni e la sopravvivenza delle tradizioni locali.
Da qui l'appello alla Provincia di Bolzano affinché intervenga con urgenza per tutelare la lingua ladina e contrastare l'emergenza abitativa. «L'Autonomia non può essere ridotta a uno slogan elettorale, ma deve tradursi in tutele concrete e immediate», conclude Delmonego, chiedendo misure normative contro la speculazione e la cancellazione dell'identità culturale.


