BRUNICO. In arrivo altri venti milioni per l’ospedale di Brunico, il suo ampliamento e l’ammodernamento. Nel corso della seduta di martedì, la Giunta provinciale ha approvato il nuovo programma planivolumetrico per la ristrutturazione e l’ampliamento dell’ospedale di Brunico che prevede un investimento di 19,731 milioni di euro. Denari che vanno ad aggiungersi ai 140 milioni di euro che erano stati previsti nel 2009 appunto per rimettere a nuovo l’ospedale, ma nel frattempo i costi sono lievitati ed è stato quindi necessario un aggiornamento per poter portare a termine il piano di intervento già programmato. In buona sostanza si tratta di una lievitazione dei costi.

La delibera firmata dalla giunta provinciale consente l’aggiornamento e l’adeguamento del programma planivolumetrico precedente approvato nel 2009 che prevedeva appunto un investimento complessivo di circa 140 milioni di euro.

Nel corso degli ultimi 10 anni sono stati effettuati lavori ed investimenti per oltre 64 milioni di euro. Dall’importo iniziale restano quindi da investire oltre 75 milioni di euro che però, a causa dell’aumento dei costi legati a variazioni di carattere legislativo, tecnico e sanitario non sono più sufficienti a consentire la realizzazione del programma originario.

Da ciò quindi l’aumento degli stanziamenti di 19,731 milioni di euro che consentiranno, tra l’altro, la realizzazione di nuovi servizi per il centro provinciale per la fecondazione assistita, la reumatologia, l’ampliamento della cucina, della pediatria, del servizio dietologico e nutrizionale; lo spostamento e la riorganizzazione di alcuni servizi a causa di nuove esigenze all’interno dell’ospedale come, ad esempio, il raggruppamento di tutti i letti di medicina internistica in due grandi reparti; l’adeguamento dei costi previsti 9 anni fa agli attuali costi standard e l’inclusione delle spese relative agli arredi non previsti nel precedente programma planivolumetrico. L’ospedale di Brunico è uno dei punti nodali della distribuzione dei servizi sanitari della provincia (assieme a Bolzano, Merano e Bressanone) e dà risposte a un territorio molto vasto. Se l’edilizia sanitaria è un fattore importante in questo senso, altrettanto lo dovrebbe essere l’organizzazione del servizio in sé: ancora fa discutere l’avventura di centinaia di residenti che lunedì mattina si sono messi in fila alle 4 di mattina per poter esercitare il diritto della scelta del medico di base.