ANTERSELVA. «Se una mucca diventa aggressiva, ed è un fatto oggettivamente raro, nove volte su dieci c'è un cane di mezzo»: a parlare è Paolo Ciavatta, veterinario buiatra bolzanino di 66 anni che da 40 cura gli animali nei masi di Sarentino, San Genesio e Renon.

Ciavatta ha frequentato il liceo classico Carducci e poi è andato a studiare veterinaria a Pisa. Lui è uno dei mssimi esperti di bovini in Alto Adige e può spiegare (dopo l'aggressione di tre turisti nella zona di Anterselva che avevano un cane al guinzaglio) meglio di ogni altro quanto in realtà le mucche, in linea di massima, siano animali del tutto pacifici.

Dottor Ciavatta, ma lei in 40 anni di carriera è mai stato aggredito?

Una sola volta ma la colpa è stata mia. Ero entrato in un box senza allevatore al mio fianco, in maniera oggettivamente spavalda. La mucca mi ha buttato a terra e schiacciato contro il muro. Avrebbe potuto uccidermi ma non lo ha fatto. Da allora non sono più stato incauto e non è successo più nulla.

Ma il rapporto tra mucche e cani è così difficile?

Diciamo che sono incompatibili o quasi. Se il cane è calmo e abituato, possono convivere, ma nei pascoli aperti i bovini reagiscono spesso per difesa, specie se ci sono vitelli in giro. Prevale l'istinto di protezione. Se un cane si avvicina troppo a un recinto le mucche accorrono, spesso assieme.

Ma anche tra le mucche c'è una capo-branco?

Sì, assolutamente. C'è una vacca dominante: è l'esemplare che comanda il gruppo e lo protegge anche se serve. Nel caso di Anterselva, a livello puramente teorico, potrebbe aver inciso la presenza di parecchi turisti?Detto della possibile-probabile presenza di cani, è altrettanto possibile che le tre persone si siano avvicinate in modo repentino all'animale. Oggi c'è la mania di fare selfie e, quindi, di arrivare a stretto contatto. Le mucche possono riconoscere, ad esempio, un tipo di cappello o un particolare colore, ma anche l'atteggiamento sopra le righe di qualcuno. Con un bastone o altro.

Sebbene la mucca sia un animale pacifico la sicurezza al 100 per cento possiamo dire che non esiste?

Esatto, bisogna approcciarsi sempre all'animale con la necessaria cautela. Così come dobbiamo fare con un cane o un cavallo. Poi ci sono anche animali malati, con reazioni fuori dalla norma, ma si tratta di pochissimi esemplari.