BRUNICO. Bocciata, con 8 voti a favore (tra cui quelli del vicesindaco Stancher e dei Verdi), 8 contrari e 12 astensioni, la mozione presentata dall’ex consigliera del Pd (entrata a far parte del gruppo misto) Cornelia Brugger contraria alla schedatura etnica dei bambini che devono iscriversi alla scuola materna. Per sparigliare le carte non è servito nemmeno il voto segreto, la cui richiesta ha costretto peraltro la Volkspartei ad una sospensione della seduta di alcuni minuti per ricompattare il gruppo consiliare.

Comprensibilmente delusa la stessa Brugger che si aspettava maggiore maturità da parte dei colleghi. «Sono rimasta esterrefatta anche per i commenti razzisti in aula anche dai banchi della Volskpartei. C’è chi ha ripetuto a chiare lettere come nella scuola dell’infanzia non dovrebbero esserci mai più di tre o quattro stranieri. A Bolzano, al contrario, il “problema” sembrano essere anche gli italiani». Il sindaco Griessmair ha sottolineato invece come sarebbe stato inopportuno andare contro a ciò che era già stato deciso dalla Provincia, così come c’è chi ha tessuto le lodi dell’assessore Achammer rifiutando, di fatto, il confronto. «Un atteggiamento - prosegue Brugger - che dimostra, una volta di più, grande chiusura». Apprezzato dalla promotrice della mozione l’intervento del vicesindaco Stancher che ha sottolineato come sia quantomai necessario «mettere al centro della discussione i bambini, che vogliono solamente giocare, crescere e imparare, che sono sempre interessati a comunicare e non hanno difficoltà ad apprendere la lingua dell'altro».

Per la Volkspartei, al contrario, quella proposta da Achammer non può essere considerata una «schedatura etnica dei bambini», ma semplicemente «un sondaggio all’atto dell’iscrizione, che rispetta anche la privacy dei bambini e delle loro famiglie».

Con l’escamotage delle iscrizioni centralizzate la Volskpartei, tanto a Bolzano quanto a Laives ad esempio, intende smistare italiani e stranieri negli asili tedeschi in modo tale da arrivare ad una distribuzione «più equa».

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