Dobbiaco. Dopo 30 anni di vita amministrativa, 20 da assessore e 10 da sindaco lanciati da due elezioni trionfali, Guido Bocher non ci ripensa: non si ricandiderà alle comunali a Dobbiaco il 3 maggio.

“Ho 73 anni – dice – ne avrei 78 alla fine di un terzo mandato e l’impegno di fare il sindaco dev’essere secondo me un impegno a tempo pieno. Come tale richiede tante energie… E poi è giusto dar spazio a forze nuove e io ho una famiglia bellissima a cui dedicare più tempo. Intanto, ci sono ancora quattro mesi di lavoro alla guida del Comune di Dobbiaco”.

Non si candiderà nemmeno per il consiglio?

“No, è giusto chiudere questa esperienza, Anche se fino all’ultimo manterrò lo stesso entusiasmo e dopo il 3 maggio non sparirò. Se qualcuno avrà bisogno di un consiglio, di un aiuto, io ci sarò”.

Lei è stato eletto con due affermazioni nette da candidato italiano in un’area a maggioranza tedesca.

“Nel 2010 ho avuto circa 750 preferenze, cinque anni dopo ne ho raccolte il doppio, il 77% dei consensi. E le assicuro che ho sentito ogni giorno la responsabilità e la fiducia di questi risultati. Sarò sempre debitore verso la mia comunità”.

In una terra di confine, con pluralità etnica e linguistica, i suoi mandati da sindaco hanno dato vita a una sorta di laboratorio amministrativo.

“Credo che i risultati delle comunali 2010 e ‘15 abbiano confermato come la comunità cittadina abbia scelto al di là di differenze e appartenenze linguistiche e possano essere letti nell’ottica di una gestione autonomistica del territorio che si muove verso un’Autonomia intesa come “valore maturo”, che includa tutte le forze che la promuovono come forma “avanzata” di gestione del territorio; come la forma più efficace e opportuna per affermare la specificità di questa terra e promuoverla nel contesto europeo”.

Un’Autonomia tra riferimenti storici e percorsi innovativi.

“Un’Autonomia come quella che ho descritto deve far riferimento ai valori “fondanti”, allo spirito autentico dei “padri” che l’hanno concepita e impostata e agli “architravi” su cui poggia, e cioè: Completa uguaglianza, anche in tema di diritti fra i cittadini di lingua tedesca, ladina e italiana della Provincia (Accordo De Gasperi Gruber) e Salvaguardia delle rispettive caratteristiche etnico-culturali dei singoli gruppi linguistici (articolo 2 Statuto di autonomia della Regione Trentino-Alto Adige /Südtirol). Nel riflettere su come promuovere una crescita equilibrata di questa nostra terra, penso che l’approccio più efficace, anche se desueto, sia quello di soffermarsi sui doveri prima che sui diritti”.

Quali doveri?

“Dovere prioritario di partecipare incisivamente a costruzione e sviluppo di questa nostra bellissima terra come “patria “ di tutti; dovere di riconoscere convintamente quali prioritari i temi della promozione e gestione dell’Autonomia; dovere di farlo “al meglio”, cioè in maniera democraticamente più efficace e rappresentativa possibile”.

Come sintetizzare queste indicazioni?

“È un compito arduo ma essenziale. Per ragioni molteplici, anche di tipo storico-culturale, i gruppi linguistici interessati “camminano” a velocità tangibilmente diverse creando oggettive situazioni di disarmonia nello sviluppo del “progetto” autonomistico. L’ intelligenza e soprattutto la consapevolezza che l’alternativa è la rinuncia a un equilibrato e omogeneo percorso verso l’affermazione di una terra sentita, vissuta e promossa come “patria comune” devono farci sentire tutti impegnati a individuare quella sintesi. L’alternativa è ripiegare di fronte a un dovere generazionale e scivolare nella marginalizzazione”.

Senta, Bocher. Trent’anni in Comune: cose fatte e da fare.

“Tanti progetti sono stati realizzati, e sono stati risultati non miei, ma di tutti: la copertura del pattinaggio, la scuola, la sede dei vigili del fuoco… E aspetti immateriali, come la sensibilità sociale, il sostegno alle molte associazioni che riflettono il forte spirito di solidarietà di Dobbiaco. Senza dimenticare, con la Provincia, la Fondazione Euregio centro culturale. Da fare? Innanzi tutto i progetti da ultimare, dai locali per il soccorso alpino al centro sociale, alla sistemazione urbanistica del centro storico, in collaborazione con i privati, al recupero dell’area delle caserme fino alle soluzioni all’eterno problema del traffico...”

Chi li affronterà da sindaco di Dobbiaco?

“So che la Svp ha scelto il candidato, è l’attuale vice sindaco Martin Rienzner. Anche la Bürgerliste avrà un candidato...”

Bocher saprà fare a meno del Comune?

“A maggio inizierà un nuovo segmento della mia vita. Posso dire di esser stato fortunato nella mia vita familiare e amministrativa… Sono stato funzionario provinciale, ho avuto la fiducia dei miei concittadini. Ogni esperienza ha un inizio e una conclusione e la conclusione apre a un nuovo inizio. Questi anni in Comune sono stati anni di grande crescita per me, ringrazio tutti quelli che hanno lavorato con me, che mi sono stati vicini. Ringrazio tutti gli assessori e i consiglieri comunali della ultime due legislature: abbiamo cercato, tutti insieme, di fare un buon lavoro, di impegnarci quale nostro preciso dovere , per rispondere alla fiducia che i concittadini ci hanno dato”.

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