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DOBBIACO. Una nuova vita per il Forte di Landro, nel cuore delle Dolomiti, attraverso un progetto che unisca alpinismo, memoria della Grande Guerra e valorizzazione turistica. È l'ipotesi al centro del sopralluogo effettuato lunedì 26 ottobre 2026 dall'assessore provinciale al Patrimonio Christian Bianchi, che ha visitato la struttura di proprietà della Provincia autonoma di Bolzano.
Da alcuni mesi sono in corso interlocuzioni con il Comune di Dobbiaco, che ha avanzato una proposta per recuperare e valorizzare il forte. L'obiettivo è trasformarlo in uno spazio culturale capace di raccontare due aspetti profondamente legati all'identità del territorio: la storia dell'alpinismo e le vicende della Prima guerra mondiale.
«Il Forte di Landro rappresenta un patrimonio che merita di essere valorizzato», ha sottolineato Bianchi. «L'obiettivo è ragionare su una nuova funzione che permetta di raccontare il territorio, la sua storia e la sua identità, rendendoli accessibili a chi visita le nostre Dolomiti».
Nonostante le condizioni attuali, la struttura è già oggi meta di visitatori. Un interesse che, secondo l'assessore, dimostra le potenzialità del sito e la possibilità di inserirlo in un percorso più ampio di valorizzazione del patrimonio storico altoatesino.
«Dobbiamo lavorare per un turismo che vada oltre il semplice mordi e fuggi», ha aggiunto Bianchi. «Luoghi come questo possono offrire al visitatore qualcosa in più: non soltanto un punto da vedere o fotografare, ma un'occasione per fermarsi, conoscere ciò che lo circonda e comprendere la storia del luogo in cui si trova».
L'iniziativa punta quindi a coniugare conservazione della memoria, cultura e turismo, recuperando una struttura esistente e rafforzandone il ruolo di testimonianza storica nel territorio di Dobbiaco.
Il sopralluogo ha permesso di approfondire le condizioni del forte e le prospettive della proposta comunale. Il prossimo passaggio sarà la presentazione dell'ipotesi alla Giunta provinciale di Bolzano, chiamata a valutarne i possibili sviluppi. Al momento si tratta dunque di un progetto ancora in fase di valutazione.
(foto USP/Gianluca Crocco)


