ORTISEI. Lutto nel mondo dell'alpinismo altoatesino e gardenese in particolare. Nel reparto cure palliative dell'ospedale di Bolzano ha cessato di vivere Othmar Prinoth. Aveva solo 59 anni e soffriva da tempo di un male incurabile. Era rimasto vedovo da circa un anno. Lascia due figlie già grandi. Il funerale di Othmar sarà celebrato oggi a Ortisei.

Prinoth era guida alpina nei Catores, è stato a lungo presidente delle guide alpine altoatesine e uno fra i massimi esponenti delle guide a livello europeo. Era anche verricellista dell'Aiut Alpin che da poco ha perduto uno dei suoi soci fondatori, l'indimenticabile Gino Comelli. La morte di Prinoth è arrivata ad un anno da quella dell'amata moglie che era stata colpita dallo stesso male. Commosso il ricordo di Giorgio Gaier, capo della delegazione altoatesina del Cnsas. «Descrivere in poche righe Othmar è difficile. È stato un alpinista di grande caratura, un professionista di livello. Soccorritore dal 1976 e verricellista dal 1990, istruttore nazionale Cnsas e grande esperto nel campo delle valanghe. Ha accompagnato centinaia di appassionati di montagna in trekking in giro per il mondo. Solare ma allo stesso tempo severo. Ultimamente non condivideva l’uso del soccorso alpino come taxi. Sono tanti gli amici alpinisti e soccorritori che sono andati in questi giorni a trovarlo in ospedale, un segno che aveva seminato bene».

Gaier ricorda che l'altro giorno era a Milano con i colleghi di altre Regioni e con il direttivo nazionale del Cnsas per ricevere la terza medaglia d’oro conferita al soccorso alpino. «In questa occasione il presidente del Cnsas Dellantonio in una breve telefonata con Othmar aveva detto che questa medaglia d’oro è anche per merito tuo». Lo stesso Prinoth non ha voluto mancare giorni fa ad una visita alla mostra allestita a Bolzano per i 70 anni del soccorso alpino.