BRUNICO. Renato Stancher lascia il ruolo di vice sindaco e il posto di consigliere comunale a Brunico. Abbandona dopo quasi 24 anni di attività in amministrazione comunale. Colpa del voto alle Provinciali. Addio alla politica, ma non all’impegno per la comunità: “Troverò altri modi per dare il mio contributo, ad esempio il volontariato”. Ha deciso e l’ha annunciato in consiglio comunale ieri pomeriggio, con il “magone ancora dentro” (ha detto prima di entrare in municipio) per i voti, troppo pochi, raccolti domenica al termine della sua corsa elettorale con “Noi per l’Alto Adige” di Roberto Bizzo .

“È stata una risposta chiara da parte degli elettori, un messaggio inequivocabile che mi hanno mandato. Ho sempre cercato di unire la comunità, le sue diverse componenti etniche e linguistiche, a Brunico, in Pusteria e oltre. Ho sempre cercato di dare continuità al mio impegno, ma il voto delle Provinciali mi ha detto che è il momento di prendere una decisione netta”.

Non è tanto delusione, aggiunge Stancher, “quanto un autentico magone che non lascia spazio ad altro. Alle Comunali (del 2014, ndr) era andata notevolmente meglio: un segnale che devo ascoltare”. Non importa che quello fosse un voto per guidare il Comune con il progetto del Polo di Brunico e quest’ultimo per entrare nei palazzi della Provincia con un team nato a centrosinistra: “In una lettera ai cittadini, avevo chiesto un giudizio sul mio operato, se andava bene quello che stavo facendo. I risultati - mostra Stancher - sono questi: puntavo a una comunità unita e la trovo divisa, speravo che la gente ritrovasse o consolidasse la fiducia nella politica e vedo che vincono i partiti che urlano e si azzuffano, credevo nel lavoro insieme alla Svp, con dignità, realizzando cose senza piegare testa e schiena, mettendo da parte le ideologie e le divisioni e concentrandosi sulla possibilità di condividere risorse ed esperienze per arricchirsi tutti. Sono contento per l’inaugurazione della casa che darà spazio a 32 associazioni...”

Finiscono “quasi 24 anni in Comune, dieci da vice sindaco”. Una vita politica, “iniziata all’opposizione e approdata in giunta, con l’orgoglio di aver guidato Brunico per sei mesi quando il sindaco Christian Tschurtschenthaler fu eletto in provincia (era il 2013, ndr). Ho ricevuto più di quanto abbia dato e devo ringraziare la mia famiglia e le persone che mi hanno sostenuto, il sindaco e i consiglieri”. Stancher prova a scacciare quel magone un attimo e fra i suoi riferimenti sottolinea la riconoscenza a Franco Nones, “ma, anche se è una decisione amara, questa decisione di dimettermi, ora, va presa”.

Il vice sindaco non prevede ripensamenti: “Ho parlato con il sindaco Griessmair prima del consiglio di oggi (ieri, ndr). Non era contento, ma la mia scelta non verrà rimessa in gioco, è irrevocabile”.

Guardandosi indietro, Stancher chiede “scusa, se e dove ho sbagliato. Del resto, non si può perdere bene o male. Si perde e basta e io me ne devo andare. Sono un dipendente dei cittadini che mi hanno votato. Devo lasciar spazio a chi prenderà il mio posto”.

Si va a pensare, anche d’istinto, che lo sbalzo delle preferenze per Stancher tra Comunali e Provinciali, in quattro anni di intervallo, possa esser dovuto a quel passaggio dal Polo a Noi per l’Alto Adige, dal centrodestra al centrosinistra. Stancher non se la prende, continua a credere “in un progetto (quello appunto di Bizzo, ndr) che pure è stato sconfitto. Ci credo perché abbiamo bisogno di unione, in politica, non di scontri, litigi e differenze rimarcate. Abbiamo bisogno di parlare per trovare soluzioni efficaci e dignitose per tutti, abbiamo bisogno di unire centrodestra e centrosinistra”.

Via dalla politica, Stancher continuerà a impegnarsi “per la mia comunità. Penso all’associazione Volontarius che porta i pacchi a domicilio a chi ha bisogno. Chiederò se posso dare un contributo”.