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Badia. Quattrocento fedeli hanno partecipato ieri al pellegrinaggio diocesano a Oies, nel Comune di Badia. Un pellegrinaggio che seguendo la tradizione ha guidato in visita alla casa natale di Giuseppe Freinademetz, missionario e santo e un’occasione che, rinnovandosi quest’anno, ha presentato una significativa novità, quale il lancio del progetto “Oies, oasi di spiritualità missionaria”, un centro di meditazione, un luogo dove pregare e prepararsi spiritualmente alle sfide della vita, un obiettivo che vuole essere una “opera-segno” di questo Mese missionario straordinario, indetto per celebrare i cento anni della Lettera apostolica “Maximum Illud” di Papa Benedetto XV (30 novembre 1919) e a cui papa Francesco ha dato come titolo “Battezzati e inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo”. E raccogliendo appunto l’invito del pontefice a “rinnovare l’impegno missionario della Chiesa, riqualificare in senso evangelico la sua missione di annunciare e di portare al mondo la salvezza di Gesù Cristo, morto e risorto”, in attuazione dei provvedimenti del Sinodo diocesano (2013-2015), l’Ufficio missionario di Bolzano-Bressanone ha organizzato il viaggio e il ritrovo a Oies, vissuto lungo il filo conduttore dell’attualità di Giuseppe Freinademetz come cristiano e come missionario.
Dopo un momento di preghiera nella chiesa parrocchiale di Millan a Bressanone, i pellegrini si sono ritrovati a pranzo a a S. Martino in Badia, nella palestra della scuola media, per poi animare la Via Crucis a piedi da S. Leonardo in Badia a Oies, dove è stata celebrata la messa presieduta dal vescovo Ivo Muser, che ha invitato i presenti a “testimoniare il vostro battesimo e raccontare la fede ai giovani”.
Nel “rispetto e per la salvaguardia del Creato”, l’Ufficio missionario aveva invitato i pellegrini “ad adottare forme di mobilità sostenibile e a raggiungere Millan e Oies usufruendo dei pullman organizzati dall’Ufficio pellegrinaggi”. In ciascun pullman era presente un sacerdote originario di un Paese in via di sviluppo, che sta studiando in una delle università pontificie di Roma grazie a una borsa di studio finanziata dall’Ufficio missionario di Bolzano-Bressanone. “La testimonianza di questi giovani - aveva scritto la diocesi - contribuirà ad arricchire la giornata, come l’arricchiranno anche i giovani della Skj, che ci proporranno le meditazioni lungo la Via Crucis, e quelli del coro Kyrios, che animeranno la messa”. Da ciascun paese, i pellegrini erano invitati a portare un po’ di acqua e un po’ di terra, che, una volta giunti a Oies, sono stati posti in due contenitori, portati all’altare durante l’offertorio.
Dopo un momento di preghiera nella chiesa parrocchiale di Millan a Bressanone, i pellegrini si sono ritrovati a pranzo a a S. Martino in Badia, nella palestra della scuola media, per poi animare la Via Crucis a piedi da S. Leonardo in Badia a Oies, dove è stata celebrata la messa presieduta dal vescovo Ivo Muser, che ha invitato i presenti a “testimoniare il vostro battesimo e raccontare la fede ai giovani”.
Nel “rispetto e per la salvaguardia del Creato”, l’Ufficio missionario aveva invitato i pellegrini “ad adottare forme di mobilità sostenibile e a raggiungere Millan e Oies usufruendo dei pullman organizzati dall’Ufficio pellegrinaggi”. In ciascun pullman era presente un sacerdote originario di un Paese in via di sviluppo, che sta studiando in una delle università pontificie di Roma grazie a una borsa di studio finanziata dall’Ufficio missionario di Bolzano-Bressanone. “La testimonianza di questi giovani - aveva scritto la diocesi - contribuirà ad arricchire la giornata, come l’arricchiranno anche i giovani della Skj, che ci proporranno le meditazioni lungo la Via Crucis, e quelli del coro Kyrios, che animeranno la messa”. Da ciascun paese, i pellegrini erano invitati a portare un po’ di acqua e un po’ di terra, che, una volta giunti a Oies, sono stati posti in due contenitori, portati all’altare durante l’offertorio.


