BRUNICO. Loredana Laghi Svaluto é dal primo gennaio 2024 presidente del Club Soroptimist Val Pusteria. Nata a San Benedetto del Tronto, è giunta a Brunico nel 1979 per insegnare matematica e scienze alla scuola media "Don Milani" e qui si è poi stabilita.

Sarà lei, dopo l'assessora comunale Ursula Steinkassere Godlwurm, a fare gli onori di casa in occasione dell'ormai tradizionale tavola rotonda organizzata dal Comune e dalla Biblioteca Civica, anche con il supporto del Soroptimist l'8 marzo a Casa Ragen.

Professoressa Laghi, cosa significa per lei l'8 marzo?

L'8 marzo per me non va inteso semplicemente come una festa, ma per quello che è: la giornata internazionale dei diritti delle donne. È dunque un momento di riflessione, per fare il punto su ciò che è stato raggiunto in termini di parità di genere e su quanto resta invece ancora da fare, e non è poco, in campo sociale, economico e politico.

Di cosa si occupa il Club Soroptimist International?

È un club di donne per le donne in cui mettiamo a disposizione le nostre competenze e sensibilità per il raggiungimento di cinque macro-obiettivi che per il biennio 2024/25 sono l'educazione e la formazione nel campo della cultura di genere contro gli stereotipi, il contrasto alle diseguaglianze e alla violenza, la salute e la sicurezza alimentare, la medicina di genere e lo sviluppo sostenibile. Per quanto riguarda il superamento delle disparità di genere bisogna fare opera di educazione fin dalle scuole elementari.

Venerdì lei introdurrà, insieme all'assessora Ursula Steinkasserer, la tavola rotonda nell'ambito della manifestazione "Le donne si raccontano". Di cosa parlerà in quell'occasione?

L'argomento della tavola rotonda di quest'anno è la parità di genere nei compiti di assistenza e cura che nelle famiglie, per tradizione, ricadono quasi esclusivamente sulle donne. Per farvi fronte devono spesso rinunciare, a differenza dell'uomo, alla loro realizzazione professionale e sociale: i compiti in famiglia devono essere condivisi. Osservando il comportamento dei giovani dell'età di mio figlio, vedo dei cambiamenti in positivo, ma la strada è ancora lunga.

Cosa vorrebbe poter dire l'8 marzo dell'anno venturo?

Dovendo scegliere un obiettivo, vorrei vedere realizzata pienamente la parità di trattamento salariale fra uomini e donne. Oggi purtroppo siamo ancora lontani da questo traguardo: l'Italia è agli ultimi posti in Europa.