SAN CANDIDO. Si parla di dittatura e propaganda, con al centro la figura di Stalin, alla biblioteca Comunale di San Candido martedì 28 novembre alle 16.30. Fondazione Upad, a 100 anni dalla rivoluzione d’ottobre, propone la conferenza “Stalin, propaganda e ferocia. A cento anni dalla Rivoluzione d’ottobre”. Dittatore e persecutore del dissenso interno, una volta arrivato al potere nel 1930 Stalin espropria dei loro averi circa un milione di famiglie di kulaki, cioè i contadini “ricchi”. Inoltre, per mantenere l’ordine, fa perseguire chi discute le posizioni del regime. Tra il 1936 e il ’39 circa 5 milioni di cittadini sovietici, accusati di essere nemici del popolo, vengono giustiziati o deportati nei gulag, i campi di lavoro forzato.

Il suo vero nome era Iosif Vissarionovich Dzhugashvili, ma il mondo lo conosce come Stalin: in russo, “d’acciaio.” Un soprannome che esprime la durezza di una figura chiave del XX Secolo. Stalin fu uno dei figli privilegiati della rivoluzione del 1917 in Russia, l’anno che mise fine a un impero secolare, generò due rivoluzioni, inaugurò l’era del comunismo, cambiando il corso della storia della Russia e del mondo. “Le lezioni della storia sono necessarie innanzitutto per riconciliare, rafforzare l’armonia politica, sociale e civile - aveva detto il presidente russo Vladimir Putin in dicembre invocando - un’analisi profonda, onesta e oggettiva del 1917”. Ha quindi incaricato un comitato di commemorare l’evento con tavole rotonde, pubblicazioni, una mostra.

Nessuna fanfara. Stalin, in giovane età rivoluzionario di professione, verrà ricordato nella conferenza di Beppe Mora (docente Adep).