Val gardena. Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico III delegazione Alto Adige e Aiut Alpin Dolomites onlus hanno organizzato in ricordo di Michele Nardin e Lorenzo Zampatti il 20° corso “Terra aria”, corso teorico e pratico di medicina d’urgenza, soccorso ed elisoccorso in montagna per medici anestesisti-rianimatori operativi presso l’elibase dell’Aiut Alpin Dolomites a Pontives. La parte teorica del programma (e la sistemazione, con ritrovo lo scorso 1° giugno e saluti scambiati il 6 giugno) ha avuto come riferimento l’hotel Resort Passo Sella, la parte pratica si è svolta in ghiacciaio e in ambiente dolomitico.

È stata l’occasione per perfezionare la formazione degli specialisti che garantiscono la rapidità e l’efficacia degli interventi di recupero e aiuto in alta quota e per ricordare due figure chiave nella storia e nell’organizzazione del soccorso alpino.

Nardin è scomparso alla fine del 2011, stroncato da una lunga malattia. Aveva 51 anni, era stato uno dei medici dell’Aiut Alpin Dolomites, nonché direttore sanitario e membro del direttivo. “Sin dall’inizio – avevano scritto i vertici dell’Aiut Alpin Dolomites nel comunicato che aveva accompagnato l’annuncio della morte - Michele ha portato avanti con grande dedizione il suo lavoro di direttore sanitario dell’Aiut Alpin Dolomites. Ricordiamo che lo ha sempre svolto da volontario e con grande competenza. Per noi tutti una grave perdita ed in questo momento di dolore vogliamo stringerci attorno alla moglie Nelli ai figli Michele, Christian e Peter”.

Zampatti, anche lui scomparso prematuramente (aveva 62 anni) nella primavera del 2016 a causa di una malattia, era stato per oltre vent’anni presidente provinciale del soccorso alpino del Cnsas, che grazie al suo impegno si era radicato e consolidato sul territorio con 650 volontari e 21 stazioni. Sempre in prima linea per garantire la sicurezza degli appassionati della montagna e per promuovere una montagna da vivere e godere all’insegna dell’entusiasmo e della prudenza, come alpinista il 2 agosto 1980, assieme a Roberto Rossin, accademico del Cai e compagno di cordata, Zampatti aveva firmato l’apertura di una via nuova sul Pilastro (250 metri di «zoccolo» e 250 metri da percorrere in verticale) dedicandola a Sandro Pertini.