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BRUNICO. Una studentessa di 17 anni con diabete di tipo 1 partirà a metà agosto per l’Irlanda per frequentare il primo semestre del quarto anno di liceo, ma rischia di trovarsi senza i dispositivi necessari per gestire la terapia. È la segnalazione di una famiglia che chiede alla sanità altoatesina una soluzione per permettere ai giovani pazienti di affrontare periodi all’estero senza difficoltà burocratiche.
La ragazza utilizza infatti sensori, cannule e altri dispositivi medici collegati alla pompa per l’erogazione dell’insulina. Materiale che, secondo la normativa provinciale, viene fornito dalle farmacie ogni tre mesi. La madre, già a marzo, aveva segnalato al Distretto sanitario di Brunico la necessità di ricevere in anticipo la fornitura, così da consentire alla figlia di partire senza preoccupazioni.
«Mi è stato risposto che il problema era di mia figlia – racconta la mamma – e anche dopo essermi rivolta alla responsabile del servizio e all’assessore alla sanità Hubert Messner non ho ottenuto una soluzione. Mi è stato spiegato che la delibera provinciale non consente anticipi di fornitura».
La famiglia chiede ora una modifica delle procedure per casi particolari, come periodi di studio all’estero. «Possibile che non si possa prevedere un’eccezione per motivi validi? – si domanda la madre – Una studentessa che parte per alcuni mesi dovrebbe poter avere con sé tutto il necessario per curarsi».
Il problema si è già presentato anche con l’ultimo ritiro: la fornitura è stata ordinata l’11 giugno, ma è arrivata dopo due settimane per la mancanza di disponibilità. La prossima consegna sarebbe prevista a metà settembre, quando la ragazza sarà già in Irlanda da un mese. «Dovrei spedire il pacco dall’Italia, con tutte le difficoltà del caso. Credo sia necessario trovare una soluzione per questi ragazzi».


