Ortisei. Una vecchia conoscenza della scena politica di Ortisei è pronta a tornare in campo per le elezioni comunali di maggio. È l’ex sindaco Ewald Moroder. Sposato, padre di quattro figli, Moroder fu interpellato la prima volta nel 1995 dalla Svp e si candidò, dopo essere stato attivo a lungo in varie associazioni. Vanta cinque anni da assessore, altri cinque da vice sindaco e dieci da sindaco a Ortisei. Alle comunali 2015 si presentò solo la sua lista e, non essendo stato raggiunto il quorum, il Comune fu commissariato. Moroder, nonostante un risultato personale molto buono, non si ripresentò alle elezioni in autunno e ricorda ora come durante il suo mandato si lavorò molto a favore dei giovani, con la realizzazione del nuovo centro, il risanamento del complesso con elementare, scuola di musica, biblioteca..., l’ammodernamento dell’ex Itc ora Ite e del convitto e poi l’ampliamento della zona pedonale.

“In questi ultimi anni – dice - sono stati terminati lavori già avviati dalla mia amministrazione come la Kita a favore delle famiglie, il nuovo accesso alla strada Pedetliva... Qualcosa si è mosso anche per il progetto Ladinia, anche se mi aspettavo che si fosse in uno stato decisamente più avanzato dei lavori”.

Ha mai pensato di intervenire per dare dei suggerimenti?

“Assolutamente no. Non mi sembrava corretto. Dopo venti anni di attività comunale, ho preferito tornare al mio lavoro in banca e dedicare più tempo a famiglia e hobby”.

E come giudica l’amministrazione guidata da Tobia Moroder?

“Non spetta a me giudicare. Lo faranno i cittadini con il voto il 3 maggio”.

Cosa pensa della Svp nella quale ha militato per tanti anni?

“Non avendo più la maggioranza, nell’autunno del 2015 la Svp ha deciso diventare junior partner andando in coalizione. Un ruolo inconsueto e difficile per la Stella alpina. Secondo me, ci si poteva distinguere di più, almeno in certi casi”.

Si è fatto un’opinione sulle pre-elezioni che si sono tenute poche settimane fa ad Ortisei?

“Lo trovo un principio valido, tuttavia non condivido le modalità, che non hanno rispecchiato la realtà e non sono state sufficientemente trasparenti. Evidentemente altri hanno pensato come me, considerato il netto calo di partecipazione al voto”

Lei avrebbe nuove proposte, nuove visioni per Ortisei?

“Almeno su alcune tematiche sì. Ad esempio la mobilità: secondo me deve essere elaborato un piano che includa il problema del passaggio sui passi dolomitici, questione per cui urge accelerare la ricerca di una soluzione definitiva. Quanto al traffico in paese, occorre riflettere sulla possibilità di ampliare la zona pedonale, anche pensando a una circonvallazione. Ma non senza consultare tutti i settori economici, in primi i commercianti. Poi, la casa di riposo: serve un risanamento urgente per far fronte alle esigenze del mondo degli anziani in continuo aumento. Ancora: i giovani vanno sostenuti affinché non abbandonino il paese. Bisogna garantire loro di poter fare una famiglia qui, a casa loro. E poi la Cësa di Ladins, dove devono ritrovare la loro sede varie associazioni e per la quale ci vuole un piano di finanziamento chiaro”.

Insomma, Ewald Moroder torna “in campo”?

“Non lo escludo. Con nuove visioni e con persone che mi sostengono, tutto è possibile”.

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