Valli ladine. Per tutti, docenti e studenti, dal 5 marzo, da quando la ministra all’istruzione Lucia Azzolina ha disposto la sospensione delle attività didattiche di scuole e università, è cominciata una storica “lezione di vita” che ha stravolto le abitudini per fronteggiare i rischi di contagio da coronavirus.

Edith Ploner, Intendente scolastica per le scuole delle località ladine dell’Alto Adige, coordina 17 scuole dell'infanzia, 15 elementari, 5 medie e 6 superiori, e racconta l’esperienza di queste settimane negli istituti.

Prima di tutto come sta Lei e il personale scolastico?

“Io sto bene. Come tutta la popolazione di entrambe le valli, anche noi nell’ambito scolastico siamo stati colpiti dal virus con persone in quarantena, molte fortunatamente già guarite”.

Come avete ripensato e riorganizzato le attività per i ragazzi?

“Non tutte le scuole dispongono del registro digitale, ma tutte le direzioni si sono attivate immediatamente cercando e trovando soluzioni diverse per l’insegnamento, l’apprendimento e per trovare il contatto tra scuola e famiglia. All’inizio ci sono state ovvie difficoltà, soprattutto vista la diversa dotazione tecnologia nelle case e visto che connessione internet non è ovunque ottimale. Anche la competenza dei genitori nell'assistere i figli con sistemi digitali è diversa, così come l’interesse delle famiglie ad affrontare la nuova realtà. La comunicazione non sempre risulta facile con ogni famiglia. Pure approcci e aspettative in merito a quantità, metodo di comunicazione, proposte didattiche, metodologie e strumenti variano tra le famiglie e lezioni a distanza sono vissute e interpretate in modo diverso”.

Come hanno reagito i genitori?

“Per qualcuno si fa troppo e per altri troppo poco. Anche per questi motivo ho chiesto agli insegnanti di essere comprensivi, ovviamente non siamo in una situazione ideale. Vale il principio di non “escludere nessuno”, con preghiera di avere particolare attenzione e sensibilità per le famiglie più in difficoltà e per i più piccoli, che hanno bisogno del contatto con gli insegnanti. Videoconferenze o interazioni al computer con gli insegnanti e i compagni servono se non altro a rinnovare un contatto emozionale”.

E che risultati registrate?

“Queste settimane sono state molto faticose sia a livello emozionale sia a livello organizzativo. Ciò nonostante le famiglie si sono subito attivate con disponibilità e flessibilità e in gran parte si sono dimostrate collaborative da subito, nonostante si siano trovate di fronte a una forma di insegnamento completamente diverso, in cui la programmazione dipende da studenti e/o genitori”.

Verranno valutati i compiti?

“Sì, i compiti verranno valutati. Ogni collegio docenti concorda il metodo di valutazione e gli insegnanti terranno conto delle disposizioni. Non si valuteranno tanto la conoscenza e le competenze a conclusione di un percorso didattico (valutazione sommativa), bensì il processo formativo e il progresso individuale”.

Se si protrarrà il periodo di chiusura, si è pronti a finire l’anno scolastico con questo sistema?

“Intanto dobbiamo rivalutare e rimodulare l’offerta, ma speriamo tutti di poter tornare in classe prima della fine dell’anno scolastico. In ogni caso aspettiamo le disposizioni ministeriali per determinare la conclusione dell’anno scolastico e conoscere le modalità operative per esame di terza media e maturità”.

Vuol mandare un messaggio a insegnanti, studenti e famiglie?

“In un tempo di crisi bisognerebbe valorizzare ciò che c’è e non lamentarsi di ciò che manca. Le alunne e gli alunni hanno la possibilità di apprendere molti altri valori della vita oltre i classici apprendimenti scolastici. Possono esercitare responsabilità, accettazione di certe condizioni e di restrizioni imposte, possono apprendere senso civico e solidarietà.

Apprezzo in modo straordinario l’impegno di tutti quelli che si stanno prodigando per la gestione di questa crisi. Un pensiero particolare va ad alunne e alunni, a genitori, insegnati, dirigenti e personale amministrativo, ausiliario e all’assessore competente Daniel Alfreider, che supporta in tutti i modi il sistema scolastico.

In questa fase di grave emergenza, il mio plauso va a tutti i docenti che non hanno mai interrotto i contatti con studenti e famiglie, utilizzando ogni strumento disponibile per stare accanto agli allievi, smarriti e increduli di fronte a una “guerra” in cui ciascuno è chiamato a fare la sua parte. Con profondo senso di responsabilità e grande professionalità tengono strette le trame della relazione affettiva attraverso gli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione per prendersi cura dell’altro, per affrontare e superare insieme paura, incertezza, isolamento sociale procurati dal virus”.

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