dolomiti. Sono divertenti, attirano adulti e bambini, permettono di fare sport all’aria aperta e promettono la giusta dose di adrenalina. Sono i parchi avventura, nati qualche anno fa e ogni anno più grandi e avventurosi, arricchiti di infrastrutture e proposte.

Ogni valle ormai ha il proprio. Ce ne sono in Val D’Anna, a Ortisei, c’è quello Gardenese, a Colfosco c’è quello badiota e a Dobbiaco quello pusterese. Il parco avventura di Colfosco è l’insieme di cinque percorsi in sospensione per ogni livello d’impegno, integrati in un bosco di larici monumentali tramite l’installazione di cavi, piattaforme aeree in legno e corde, per un totale di oltre 600 metri di percorso e 71 piattaforme alte fino a 19 metri da terra. Quello di Ortisei da quest’anno, oltre ad avere un elicottero parcheggiato su una piattaforma tra gli alberi, ha una zip line e una Fly line di 680 metri che si sviluppano tra gli alberi di Col De Flam, una sorta di piccolo ottovolante meccanico installato su un pendio con il binario d’acciaio. Il parco avventura di Dobbiaco offre ai visitatori 12 percorsi diversi con 17 flying fox e 7 piattaforme, ponti e tracciati sospesi da 2 a 60 metri da terra.

Il parco avventura di Ortisei è gestito dall’Associazione guide e, come per gli altri impianti del genere sparsi in tutto l’Alto Adige, anche qui ci si sta preparando a un’estate necessariamente diversa dal solito, ovviamente condizionata dall’emergenza legata al coronavirus e da prospettive che appaiono ancora incerte, con molti punti interrogativi e altrettante cose da capire come e in che termini programmare.

“Pensiamo di aprire a metà giugno – spiega Hubert Moroder, che, tra le altre cose, è anche il presidente del Soccorso Alpino – Ma cosa ci aspetta? Per quanto riguarda in nostri tracciato non dovrebbero esserci grossi problemi, perché obbligheremo i nostri clienti a stare ben distanziati e la cosa non sarà particolarmente complicata. Ma, ad esempio, che fare nel momento dell’imbragatura? Ancora non abbiamo avuto disposizioni definitive, ma penso che tutte le manovre da svolgere a poca distanza dal cliente saranno fatte indossando mascherine e guanti. Un po’ come fanno i parrucchieri. Non si possono tagliare i capelli stando a due metri di distanza! È una situazione completamente nuova per tutti - continua Moroder - cercheremo di gestirla nel migliore dei modi”.

Difficile per i gestori dei parchi avventura, come per tutti, fare previsioni. “Noi abbiamo delle convenzioni con gli alberghi. Ma apriranno? Quanti? Prevediamo di avere il numero chiuso sui tracciati, vedremo se e quando dovremo usare guanti e mascherine. Intanto stiamo facendo la normale manutenzione di corde del tracciato e piattaforme, puliamo il bosco”.

Moroder dovrà affrontare dei problemi anche nella sua attività di guida alpina: “Al momento possiamo scalare solo per conto nostro e non con clienti. Ma, dopo, potrò passare a prendere il cliente all’albergo? O dobbiamo vederci al Passo Sella? Io sono abbastanza ottimista, penso che gradualmente tutto ripartirà, anche perché le ferrate e le arrampicate si fanno con poche persone alla volta. Quanto al soccorso alpino, meno gente ci sarà meno soccorsi faremo”.

Giorgio Manica, presidente di Alta Badia Guides che gestisce il parco avventura di Colfosco, è meno ottimista. “La situazione - dice - non è rosea. Pare che solo il 20% degli italiani potrà permettersi una vacanza. E non si sa se possano venire gli stranieri. Credo comunque che la gente questa estate avrà la fobia delle resse e che quindi preferirà la montagna. Magari molti la scopriranno e se ne innamoreranno. Per ora la situazione è piuttosto confusa, non abbiamo ricevuto nessuna ordinanza. Adesso facciamo la normale manutenzione, ci prepariamo in modo da essere pronti a ripartire appena ripartono gli impianti, si dice a inizio luglio. Quanto ai dipendenti, per ora i nostri lavoratori sono in stand by e non sappiamo come fare ad assumere se i gestori dei parchi avranno la responsabilità, anche penale, nel caso in cui un dipendente si ammalerà di coronavirus. Noi certo ce la metteremo tutta, con tutta la nostra buona volontà, per far ripartire tutto, prima e meglio possibile”.