BRUNICO. Il nome ladino scompare dal logo di Plan de Corones e si accende la protesta dell’Union Generela di Ladins dles Dolomites. La nuova denominazione «Kronplatz Dolomites», scelta per il centro sciistico, finisce nel mirino dell’associazione che rappresenta la comunità ladina, contraria all’eliminazione di un riferimento considerato parte integrante dell’identità culturale e linguistica del territorio.

A esprimere la preoccupazione è il presidente Roland Verra, secondo cui la decisione rappresenta «un grave danno per la lingua ladina e per i territori ladini».

L’Union Generela riconosce che alla base della scelta potrebbero esserci ragioni di marketing, ma contesta le conseguenze sulla visibilità della denominazione originaria. «A livello internazionale, nella pubblicità e sui social media, il nome ladino scompare», sottolinea Verra.

La questione, secondo l’associazione, non riguarda soltanto l’identità visiva di una destinazione turistica. La cancellazione di Plan de Corones dal logo comporterebbe anche la perdita di un elemento del patrimonio toponomastico locale, maturato nel corso di secoli. La preoccupazione è che le esigenze promozionali finiscano per prevalere sulla tutela della lingua e della cultura ladina, riducendo la presenza di una denominazione storica proprio nei contesti in cui la località viene presentata al pubblico internazionale.

Da qui la richiesta rivolta ai responsabili del comprensorio: rivedere la decisione e ripristinare il riferimento ladino nel logo. «Non è accettabile che, per motivazioni puramente materialistiche, si rinunci alla denominazione originaria ladina», afferma Verra nella nota.

Per l’Union Generela, una simile scelta si pone in contrasto con gli sforzi portati avanti per conservare e valorizzare una lingua che costituisce una componente fondamentale dell’identità delle comunità locali. L’associazione richiama infine anche il ruolo dell’autonomia provinciale nella salvaguardia delle minoranze linguistiche. La tutela della lingua e della cultura ladina, conclude Verra, rappresenta uno dei doveri fondamentali dell’autonomia.

La richiesta è quindi quella di trovare un equilibrio tra promozione turistica e rispetto delle radici del territorio, affinché il nome ladino non venga sacrificato nelle strategie di comunicazione di una delle principali destinazioni sciistiche delle Dolomiti.