PLAN DE CORONES. L'appello del Gruppo Verde del consiglio comunale di Brunico è "Cambiare rotta", il riferimento è all'area di Plan de Corones, uno dei grandi comprensori dello sci e del turismo estivo in provincia.

"La zona accoglie già un gran numero di visitatori, di turisti e va bene. Non va bene che la si voglia attrezzare con nuovi impianti", dice Elisabeth Mair, la consigliera di Brunico che con il collega Hans Peter Niederkofler ha firmato il comunicato che critica "il progetto per la ristrutturazione degli impianti di risalita Plan de Corones 1+2", un progetto che comprende il potenziamento dell'impianto di risalita, lo spostamento a una quota più bassa della stazione intermedia e l'apertura di una nuova pista tra i tracciati Hernegg e Sylvester proprio per raggiungere la nuova stazione.

Siamo sul versante nord di Plan de Corones, nel territorio comunale di Brunico, e i Verdi citano i pareri contrari all'intervento già espressi da associazioni ambientaliste e alpine come il Cai, l'Avs e l'Heimatpflege, e anche dal Comitato ambientale. "La valutazione del progetto era all'ordine del giorno della giunta provinciale un paio di settimane fa - aggiunge Mair - ma è stato rinviato e tornerà in discussione a Bolzano a breve. Speriamo che la giunta Kompatscher ascolti le obiezioni sollevate e anche le perplessità diffuse in larga parte della popolazione".

I Verdi intanto rilanciano quelle obiezioni: "Lo spostamento della stazione intermedia - sostengono - non è necessario nell'ambito del piano di rinnovamento dell'impianto di risalita e la nuova pista prevista comporta il disboscamento di circa 12 ettari di foresta, ecologicamente intatta, e un ulteriore aumento del consumo di risorse". "Con la quota progressivamente ridotta delle nevicate- riprende Mair - piste come questa ipotizzata richiedono grandi impianti per l'innevamento programmato. E, come detto, questo specifico nuovo intervento comporta la realizzazione di una pista di collegamento alla nuova stazione intermedia, altri elementi che indicano un programma complessivo a forte impatto ambientale, un impatto concentrato in una zona, il versante nord di Plan de Corones, che, a differenza di alcune aree del lato sud, vanta un patrimonio forestale integro, che negli anni è stato intaccato poco o nulla dalla tempesta Vaia e dal bostrico, e ricco a livello di biodiversità, con una flora che non si trova nelle vicinanze".

E allora i Verdi dicono "no" alla nuova pista e "sì" a un rinnovamento che "aumenti pure la portata dell'impianto di risalita e ingrandisca la stazione intermedia - è la considerazione di Mair - ma che non sposti quella stazione. Plan de Corones è già fortemente caratterizzato dagli impianti sciistici, ma conserva anche aree naturali che devono assolutamente essere protette"."Da parecchio tempo ormai è tempo di cambiare rotta - sintetizzano i Verdi di Brunico - allontanandosi dalla strada dell'ulteriore crescita quantitativa, del "come prima, più di prima". "Basta con nuovi impianti e attrezzature turistiche sul territorio - conclude la consigliera Elisabeth Mair - Ne abbiamo a sufficienza e adesso è arrivato il momento, il tempo del rispetto per la natura".