ANTERSELVA/ORTISEI. «Alle Olimpiadi, ad Anterselva, sarò - con grande orgoglio - la voce del biathlon ma il mio idolo è Gian Piero Galeazzi un telecronista che sapeva metterci cuore e anima. Un vero mito per me»: a parlare è Luis Mahlknecht, 68 anni, gardenese di Ortisei, che ieri stava facendo le prove per il cerimoniale a Cortina.

Affronterà la sua prima Olimpiade a 68 anni. Felice?
Sì, molto. Si tratta di un traguardo ambito. Direi il sogno di ogni cronista. Vivere quest'esperienza al fianco dei campioni sarà un'esperienza unica.
 

Quando ha iniziato a commentare il biathlon ad Anterselva?
Nel 2004. All'inizio seguivo solo il "pre-gara" ma poi sono diventato lo speaker ufficiale. Per "Milano-Cortina" curerò la parte italiana alla Südtirol Arena Alto Adige. Francamente non vedo l'ora.

Lei in realtà nella vita ha fatto l'insegnante...
Esattamente. Sono stato maestro alla scuola elementare di Ortisei per 33 anni. Ora sono in pensione ma questa passione per lo sport è legata anche agli anni da collaboratore al Dolomiten. Ho iniziato nel 1978. Mi sono occupato anche di cronaca ma adesso seguo soprattutto lo sport: dall'Eccellenza al biathlon fino allo slittino. La passione resta. Sempre.

Veniamo ai pronostici. Portiamo a casa una medaglia?
Se guardiamo alla Coppa del Mondo i presupposti ci sono nella staffetta mista. L'unico problema è che non sempre vince il migliore e le edizioni passate delle Olimpiadi ce lo insegnano. A spuntarla sono spesso gli outsider. Anche tra gli italiani.

A chi si riferisce?
Nello sci a Josef Polig, campione olimpico nella combinata ad Albertville 1992, o a Paoletta Magoni, campionessa olimpica nello speciale a Sarajevo 1984.

Su Anterselva, però, non ci ha risposto. Chi andrà a medaglia degli azzurri?
Tommy Giacomel e Dorothea Wierer sono in gran forma.

Non crede alla Vitozzi?
Al contrario: a Lisa sono legatissimo ma non volevo portarle sfortuna.