DOBBIACO. Ventimila metri cubi di materiale fangoso disidratato sono stati asportati dal fondale del lago di Dobbiaco nel corso di interventi che si sono protratti per circa 7 anni. Interventi richiesti perché il bacino è caratterizzato da un’elevata tendenza al deposito. “Questo è dovuto, da un lato, all’apporto di materiali ghiaiosi dal fiume, e, dall’altro, all’intensiva crescita di piante acquatiche che, una volta morte, formano uno strato di sedimenti ricco di nutrienti in costante aumento”, spiega Alberta Stenico, direttrice del Laboratorio biologico dell’Agenzia provinciale per l’ambiente.
Il lago si trova a 1.259 metri di altitudine, all’entrata della Val di Landro in Alta Val Pusteria, nel parco naturale Fanes-Senes-Braies. Suo immissario ed emissario è il fiume Rienza. In parte il lago è anche il luogo dove nidificano rari uccelli acquatici.
Dalla primavera 2010 sono stati condotti interventi di asporto del materiale fangoso, che sono stati portati a termine nell’autunno 2017 con campagne primaverili e autunnali della durata dalle 4 alle 7 settimane. Le operazioni sono state condotte avvalendosi di una speciale imbarcazione chiamata pitHog a cura del Laboratorio biologico in collaborazione con Ufficio parchi naturali della Ripartizione natura e paesaggio, Ispettorato forestale di Monguelfo e Comune di Dobbiaco. Per lo stoccaggio intermedio di sedimenti e la loro disidratazione è stato realizzato un piccolo invaso da dove vengono prelevati per altri usi. Asportando i sedimenti, la superficie lacustre libera del Lago di Dobbiaco favorisce la biodiversità. “Contemporaneamente all’asporto di sedimenti dal lago - spiega Stenico – si procede all’estrazione di sostanze nutrienti presenti in eccesso al fine di contrastare il fenomeno di eutrofizzazione”.
"In totale durante gli anni d'intervento sono stati prelevati oltre 20 mila metri cubi di materiale fangoso disidratato", spiega Enrico Brutti, direttore dell'Ufficio parchi naturali specificando che "i sedimenti prelevati sono stati analizzati e in parte impiegati per interventi di rinverdimento e rinaturalizzazione o smaltiti i depositi autorizzati. Questa primavera, a disidratazione avvenuta, si provvederà a liberare il deposito dagli ultimi sedimenti stoccati e quindi l’area potrà essere ripristinata".
"L'intervento di asporto di sedimenti dai laghi è una delle misure con le quali il Laboratorio biologico dell'Agenzia provinciale per l'ambiente vigila sulla qualità delle acque lacustri che presentano un elevato valore ecologico e paesaggistico e costituiscono un habitat vitale per numerose specie di flora e fauna”, fa presente Alberta Stenico, direttrice del laboratorio. Tra le misure adottate vi sono anche la derivazione delle acque di profondità, l’ossigenazione delle acque, come nel caso del Lago Piccolo di Monticolo. "L'obiettivo è sempre il mantenimento di un buono stato ecologico delle acque rilevante per flora e fauna e per il paesaggio ed eventualmente anche per la balneabilità”, conclude Stenico.(e.d.)
Il lago si trova a 1.259 metri di altitudine, all’entrata della Val di Landro in Alta Val Pusteria, nel parco naturale Fanes-Senes-Braies. Suo immissario ed emissario è il fiume Rienza. In parte il lago è anche il luogo dove nidificano rari uccelli acquatici.
Dalla primavera 2010 sono stati condotti interventi di asporto del materiale fangoso, che sono stati portati a termine nell’autunno 2017 con campagne primaverili e autunnali della durata dalle 4 alle 7 settimane. Le operazioni sono state condotte avvalendosi di una speciale imbarcazione chiamata pitHog a cura del Laboratorio biologico in collaborazione con Ufficio parchi naturali della Ripartizione natura e paesaggio, Ispettorato forestale di Monguelfo e Comune di Dobbiaco. Per lo stoccaggio intermedio di sedimenti e la loro disidratazione è stato realizzato un piccolo invaso da dove vengono prelevati per altri usi. Asportando i sedimenti, la superficie lacustre libera del Lago di Dobbiaco favorisce la biodiversità. “Contemporaneamente all’asporto di sedimenti dal lago - spiega Stenico – si procede all’estrazione di sostanze nutrienti presenti in eccesso al fine di contrastare il fenomeno di eutrofizzazione”.
"In totale durante gli anni d'intervento sono stati prelevati oltre 20 mila metri cubi di materiale fangoso disidratato", spiega Enrico Brutti, direttore dell'Ufficio parchi naturali specificando che "i sedimenti prelevati sono stati analizzati e in parte impiegati per interventi di rinverdimento e rinaturalizzazione o smaltiti i depositi autorizzati. Questa primavera, a disidratazione avvenuta, si provvederà a liberare il deposito dagli ultimi sedimenti stoccati e quindi l’area potrà essere ripristinata".
"L'intervento di asporto di sedimenti dai laghi è una delle misure con le quali il Laboratorio biologico dell'Agenzia provinciale per l'ambiente vigila sulla qualità delle acque lacustri che presentano un elevato valore ecologico e paesaggistico e costituiscono un habitat vitale per numerose specie di flora e fauna”, fa presente Alberta Stenico, direttrice del laboratorio. Tra le misure adottate vi sono anche la derivazione delle acque di profondità, l’ossigenazione delle acque, come nel caso del Lago Piccolo di Monticolo. "L'obiettivo è sempre il mantenimento di un buono stato ecologico delle acque rilevante per flora e fauna e per il paesaggio ed eventualmente anche per la balneabilità”, conclude Stenico.(e.d.)

