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Alta badia. Tanti turisti, ma soprattutto in auto e in camper. E tanto traffico quindi, in un’estate che, tra le preoccupazioni per il virus, ha riproposto i dibattiti sulle possibili limitazioni dei veicoli in transito sui passi e che ora ascolta bilanci e proposte di Marina Rubatscher Crazzolara, presidente dell’Unione Albergatori e pubblici esercenti (Hgv) della Val Badia, che interviene a nome dei rappresentanti di paese della Val Badia (Iwan Costamoling per Corvara, Markus Valentini per Badia, Harald Vallazza per La Valle, Günther Erlacher per San Martino in Badia, Hans Mutschlechner per San Vigilio di Marebbe).
Sui passi. “Auspicare una semplice chiusura dei passi – dice Rubatscher Crazzolara – così come ripetutamente richiesto da alcuni, è una soluzione poco lungimirante e non condivisibile”. Secondo i rappresentanti dell’Hgv della Val Badia basterebbero “poche misure di facile attuazione: la costruzione di piste ciclabili lungo i passi, il potenziamento dei mezzi pubblici, l’introduzione di uno skipass estivo per favorire l’utilizzo degli impianti di risalita, il divieto per camper e roulotte di alloggiare nelle zone Unesco al di fuori dalle zone a loro assegnate, controlli della velocità e del rumore per macchine e moto e l’introduzione di un sistema di controllo per l’affitto delle seconde case come avviene già nella vicina Provincia di Trento”.
Le seconde case. “Quest’estate - dice Rubatscher Crazzolara - si è potuto anche osservare una nuova tipologia di ospite finora poco conosciuta. Un ospite che si gode le giornate soleggiate in paese invece di incamminarsi per esplorare le montagne circostanti. Tanti gli ospiti che per la prima volta hanno raggiunto le località badiote, seguendo forse il consiglio secondo il quale la vacanza in montagna è più sicura di quella al mare. Inoltre si è notata una certa diffidenza nell’utilizzare mezzi pubblici e questo ha comportato un aumento del traffico sulle strade creando l’impressione che le valli dolomitiche fossero invase da folle di turisti. Il numero delle seconde case nelle valli ladine è molto elevato e questo incide in maniera negativa sul settore turistico.
Stesso discorso vale per gli appartamenti convenzionati, i cui proprietari preferiscono affittarli per brevi periodi a turisti, piuttosto che darli in affitto a gente del posto per tutto l’anno. Questo fenomeno comporta considerevoli perdite per le associazioni turistiche tra quote contributive e imposta di soggiorno, pur sapendo che anche questi ospiti usufruiscono dell’intera offerta turistica”.
Una guida per i turisti. L’Unione Albergatori e pubblici esercenti della Val Badia incoraggia a stilare una guida con poche, importanti regole di condotta per un soggiorno nel rispetto della natura e invita a distribuirla gratuitamente agli ospiti che scelgono per la prima volta un soggiorno in montagna.
“Questo contribuirebbe anche a non doversi infastidire di fronte a certi comportamenti poco rispettosi e privi di sensibilità verso la natura”, sottolinea Rubatscher Crazzolara. A coloro che volessero godersi le Dolomiti lontano da rumori e stress si consiglia poi “di scegliere un soggiorno nella cosiddetta stagione dorata, l’autunno, anche in considerazione del fatto che gli impianti di risalita saranno aperti fino a fine mese”.
Sui passi. “Auspicare una semplice chiusura dei passi – dice Rubatscher Crazzolara – così come ripetutamente richiesto da alcuni, è una soluzione poco lungimirante e non condivisibile”. Secondo i rappresentanti dell’Hgv della Val Badia basterebbero “poche misure di facile attuazione: la costruzione di piste ciclabili lungo i passi, il potenziamento dei mezzi pubblici, l’introduzione di uno skipass estivo per favorire l’utilizzo degli impianti di risalita, il divieto per camper e roulotte di alloggiare nelle zone Unesco al di fuori dalle zone a loro assegnate, controlli della velocità e del rumore per macchine e moto e l’introduzione di un sistema di controllo per l’affitto delle seconde case come avviene già nella vicina Provincia di Trento”.
Le seconde case. “Quest’estate - dice Rubatscher Crazzolara - si è potuto anche osservare una nuova tipologia di ospite finora poco conosciuta. Un ospite che si gode le giornate soleggiate in paese invece di incamminarsi per esplorare le montagne circostanti. Tanti gli ospiti che per la prima volta hanno raggiunto le località badiote, seguendo forse il consiglio secondo il quale la vacanza in montagna è più sicura di quella al mare. Inoltre si è notata una certa diffidenza nell’utilizzare mezzi pubblici e questo ha comportato un aumento del traffico sulle strade creando l’impressione che le valli dolomitiche fossero invase da folle di turisti. Il numero delle seconde case nelle valli ladine è molto elevato e questo incide in maniera negativa sul settore turistico.
Stesso discorso vale per gli appartamenti convenzionati, i cui proprietari preferiscono affittarli per brevi periodi a turisti, piuttosto che darli in affitto a gente del posto per tutto l’anno. Questo fenomeno comporta considerevoli perdite per le associazioni turistiche tra quote contributive e imposta di soggiorno, pur sapendo che anche questi ospiti usufruiscono dell’intera offerta turistica”.
Una guida per i turisti. L’Unione Albergatori e pubblici esercenti della Val Badia incoraggia a stilare una guida con poche, importanti regole di condotta per un soggiorno nel rispetto della natura e invita a distribuirla gratuitamente agli ospiti che scelgono per la prima volta un soggiorno in montagna.
“Questo contribuirebbe anche a non doversi infastidire di fronte a certi comportamenti poco rispettosi e privi di sensibilità verso la natura”, sottolinea Rubatscher Crazzolara. A coloro che volessero godersi le Dolomiti lontano da rumori e stress si consiglia poi “di scegliere un soggiorno nella cosiddetta stagione dorata, l’autunno, anche in considerazione del fatto che gli impianti di risalita saranno aperti fino a fine mese”.


