SELVA DI VAL GARDENA. Il progetto di introdurre una Zona a traffico limitato (ZTL) al Passo Gardena non sarebbe stato condiviso con il territorio e rischierebbe di avere conseguenze negative su turismo ed economia locale. È quanto sostiene il Comitato per la salvaguardia dei passi dolomitici, guidato da Osvaldo Finazzer, che ha inviato una lettera all'assessore provinciale Daniel Alfreider chiedendo di aprire un confronto prima dell'adozione dei provvedimenti.

Secondo il Comitato, le notizie secondo cui il progetto sarebbe stato condiviso con operatori e residenti «non corrispondono alla realtà». Vengono inoltre sollevati dubbi sulla solidità giuridica dell'iniziativa e contestata una delle motivazioni alla base della proposta: il Passo Gardena, evidenzia il Comitato, non rientra nel perimetro del sito UNESCO, così come gli altri passi attorno al Gruppo del Sella, e quindi il richiamo alla tutela dell'area UNESCO sarebbe improprio.

Il Comitato afferma inoltre che stanno emergendo le prime conseguenze sul mercato turistico. Vengono segnalate cancellazioni di prenotazioni e lettere di protesta da parte di tour operator e visitatori stranieri, soprattutto per l'obbligo di comunicare preventivamente la targa del veicolo per accedere alla ZTL. Si tratterebbe di prenotazioni riferite all'estate 2026, elemento che, secondo i promotori dell'iniziativa, alimenta incertezza e preoccupazione tra gli operatori.

Nella lettera indirizzata ad Alfreider, Finazzer sostiene che i passi dolomitici rappresentano collegamenti essenziali tra le valli e che limitarne l'accesso rischierebbe di compromettere un sistema economico integrato. Il presidente del Comitato ritiene inoltre che una ZTL, senza un potenziamento preventivo del trasporto pubblico e della mobilità alternativa, possa trasformarsi in una misura percepita come penalizzante dai visitatori.

Tra le osservazioni contenute nel documento viene richiamata anche la necessità di concentrare gli interventi ambientali nelle aree dove gli studi individuano le maggiori criticità, ossia i fondovalle densamente abitati, anziché sui valichi dolomitici. Infine il Comitato propone un cambio di strategia nella promozione turistica, puntando meno sul richiamo paesaggistico e maggiormente sulla valorizzazione dei servizi, dell'artigianato, dell'accoglienza e delle destinazioni meno conosciute, con l'obiettivo di distribuire meglio i flussi.

Il Comitato conclude chiedendo che la gestione della mobilità venga affrontata attraverso una pianificazione condivisa e strumenti capaci di favorire un turismo sostenibile senza ricorrere, come prima soluzione, a limitazioni del traffico.