L'amarcord

Quei ragazzacci della Virtus: ritrovo fra vecchie glorie

I leoni biancoverdi, amici da 80 anni, cresciuti sui campi Lancia. Quella partita del 1978 contro la Juve



BOLZANO. Quei ragazzacci della Virtus. Si conoscono da ottant'anni e più. Un'amicizia solida, cementata sui campi di terra battuta, correndo dietro a un pallone di cuoio. Si sono ritrovati alla tradizionale cena di Natale all'Osteria di via Torino, organizzata dall'instancabile Franco Scomparin. Il cuore biancoverde delle Vecchie glorie della Virtus Don Bosco batte sempre. E anche adesso che l'età media oscilla tra gli 80 e i 90, lo spirito è sempre lo stesso.Qualche acciacco, qualche "tagliando" dal medico, ma l'energia di questi ragazzi resta indomabile.

L'altra sera, intorno al tavolo c'erano Gianni Orsaniti, Romano Prudenziati, Mario Dalrì, Antonio Ferrari, Gianluigi Albanese, Sandro Saltuari, Gino Galante, Bruno Zampedri, Franco Somparin, Niels Schluderbacher e Maurizio Larcher. Il pensiero è andato a chi se n'è andato negli ultimi mesi: gli indimenticabili Renato Trappoli e Sergio Pittino, monumenti dello sport cittadino. «Ci mancano - dice Scomparin -, ci accompagna il loro ricordo, la gioia di averli avuti accanto tutta la vita».Una generazione nata e cresciuta sotto le bombe della seconda guerra mondiale è "allenata" a guardare sempre avanti, a non mollare mai. «Siamo grati di quello che la vita ci ha regalato - dicono in coro i vecchi leoni biancoverdi - e con gioia ne assaporiamo ogni istante».

La serata è passata via veloce, tra un ricordo, una battuta, un bicchiere di rosso buono, uno sfottò e mille progetti ancora da fare. Perché al tavolo delle "Vecchie glorie" tutti hanno qualcosa da raccontare e ancora un sogno da realizzare. Immancabili le pagine del nostro giornale, passate di mano in mano come vere reliquie, che nel corso degli anni, diventati decenni, hanno raccontato le gesta della Virtus.

Quella partita a Torino

Come la pagina del 29 settembre 1978 dedicata a una partita giocata dalle Vecchie Glorie a Torino contro una rappresentativa di grandi campioni della Juve, che comprendeva Charles e Altafini. Titolo: «Vecchie glorie in campo meglio dei giovani leoni». Il testo dell'articolo li commuove ancora oggi, che è passato quasi mezzo secolo.«Il calcio - scriveva il nostro giornale -, come tutti gli spettacoli, lascia poco posto alla nostalgia, al rimpianto di quello che è stato. Sulle lavagne dei giornali sportivi i vecchi nomi vengono cancellati ogni anno. Ci vuole poco per inventare e per descrivere un nuovo eroe. Questa volta però vorremmo parlare proprio di quelli che hanno appeso le scarpe al chiodo e il cui nome figura solo negli annuari o nella memoria dei tifosi più accaniti. Basta lo scarno resoconto di una partita giocata alcuni giorni fa in quel di Torino a farci tornare tante cose alla mente. Da un lato grandi campioni della Juventus degli anni passati: il gigante buono John Charles, che con l'indemoniato Omar Sivori fece dannare le difese di mille squadre, l'elegantissimo Hamrin, Josè Altafini ed ancora Salvadore, Leoncini, Ferrante. Di fronte un altro "undici" i cui componenti non hanno fatto vibrare le folle oceaniche di San Siro, ma i cui nomi restano indissolubilmente legati al Druso o alla polvere e al fango dei campi Lancia. La formazione bolzanina: il portiere Sartin, Milani, Targa, Alban, Stefanini, Gallo e diversi altri. Sia ben chiaro che per alcuni di questi signori le imprese della domenica pomeriggio sono tutt'altro che un ricordo. Uomini come Targa e Scomparin sono in grado ancor oggi di incutere soggezione a qualsiasi sbarbatello. Ci pare perciò del tutto ingiusto qualificare l'incontro svoltosi a Torino come una "partita tra vecchie glorie"; definiamola piuttosto un incontro simpatico tra maturi signori che riscoprono volentieri la voluttà di prendere a calci un pallone, spedendolo con millimetrica precisione nel punto voluto».

Per i cultori della statistica: la partita è finita sul risultato di 2 a 1 per i bianconeri.«In fondo è giusto - chiosava il cronista -. La "vecchia signora" si è sempre distinta per la sua voglia di vincere ad ogni costo, e sono vizi, questi, che non passano con l'età. Comunque anche i «nostri» hanno saputo sostenere bene l'assalto dei ben più quotati avversari. Altafini ha segnato un bellissimo gol. Hamrin ha raddoppiato e Mignolli, per i bolzanini, ha accorciato le distanze. E non parliamo, per carità, di incontro amichevole! Con in circolazione mastini del calibro di Salvadore, Ferrante, Scomparin e Targa nemmeno una partita di calciobalilla potrebbe definirsi tale. È stata una partita corretta, ma giocata al massimo delle possibilità da tutti, perché i 22 in campo, e coloro che li hanno sostituiti, del calcio non hanno fatto solamente una professione, ma anche una ragione di vita».













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