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La raccolta delle fragole in Val Martello cambia volto. Lo ha spiegato, alla “Festa della fragola”, Philipp Brunner, dg e responsabile dello stabilimento Meg, la cooperativa ortofrutticola della Val Martello, illustrando i cambiamenti che si stanno introducendo nella coltivazione e nella raccolta delle fragole. Al posto del tradizionale lavoro a terra, sempre più aziende agricole scelgono la coltivazione su strutture rialzate, affiancata da sistemi di monitoraggio digitale e dall'impiego dell’intelligenza artificiale.
Una trasformazione che interessa già circa la metà della superficie coltivata a fragole delle 45 aziende associate alla Cooperativa Produttori della Val Martello (Meg). Il nuovo sistema è stato introdotto tre anni fa e, con la stagione in corso, è entrato per la prima volta in funzione insieme a una rete di sensori installata in otto aziende agricole: sei in Val Martello, una a Naturno e una sul Monte Tramontana (Tomberg).
L’obiettivo è raccogliere dati in tempo reale per ottimizzare la gestione delle coltivazioni e migliorare qualità e produttività. Le aziende coinvolte producono complessivamente tra 400 e 450 tonnellate di fragole all’anno. Parallelamente, i sensori generano quasi 12 mila rilevazioni ogni ora, monitorando temperatura, umidità dell’aria, umidità del substrato e disponibilità di nutrienti.
I dati vengono inviati a una centrale di controllo, analizzati e messi a disposizione degli agricoltori anche tramite smartphone, consentendo interventi più rapidi e mirati.
La coltivazione su strutture rialzate rappresenta l’evoluzione di un percorso di innovazione agricola avviato già una ventina d’anni fa con l’introduzione delle baulature. Oggi le piante vengono coltivate in cassette riempite di substrato, collocate su strutture sopraelevate e irrigate con impianti a goccia. Le colture sono inoltre protette da teli di copertura contro la pioggia.
I vantaggi sono molteplici: il lavoro è meno gravoso dal punto di vista fisico, le condizioni di crescita risultano più favorevoli e la qualità dei frutti migliora. Anche il controllo sanitario delle coltivazioni è più efficace, poiché il distacco dal terreno riduce il rischio di malattie e parassiti e limita l’impatto della coltivazione intensiva sul suolo.
A questo si aggiungono una gestione più precisa di acqua e fertilizzanti e una maggiore protezione dagli eventi meteorologici estremi. Il nuovo sistema richiede però investimenti consistenti e non elimina il ricorso ai materiali plastici, ancora necessari per strutture e contenitori.
La scelta di adottarlo resta quindi affidata alle singole aziende. Un contributo importante è arrivato dai finanziamenti pubblici per l’innovazione agricola. Attraverso un progetto Leader del GAL Val Venosta sono stati attivati investimenti per circa 400 mila euro, con contributi pari a circa il 50% del costo delle strutture rialzate.
La Comunità Comprensoriale della Val Venosta ha finanziato l’acquisto dei sensori con quasi 50 mila euro, mentre la Cassa Raiffeisen ha sostenuto il progetto attraverso finanziamenti agevolati nell’ambito del programma Ethical Banking. Secondo la cooperativa, la disponibilità degli agricoltori a investire nell’innovazione rappresenta uno dei principali punti di forza del comparto fragolicolo della Val Martello.
Diverse aziende sono ancora gestite come attività integrativa, ma l’obiettivo è favorire una maggiore professionalizzazione degli agricoltori e il passaggio all’attività agricola a tempo pieno. Tra le aziende che hanno aderito al progetto figura anche quella del presidente della Meg, Tobias Fleischmann, che ha investito sia nelle strutture rialzate sia nel sistema di monitoraggio digitale.
In Val Martello la fragola rimane la coltura principale, ma molte aziende affiancano anche la produzione di lamponi, more, mirtilli e ribes. Una diversificazione che rappresenta un’opportunità, ma richiede competenze sempre più specialistiche e una gestione aziendale attenta.
La burocrazia continua a rappresentare una delle maggiori criticità per il settore agricolo. Nonostante questo, la cooperativa guarda con fiducia ai prossimi anni.
«Abbiamo scelto la strada dell’innovazione», ha dichiarato il presidente Tobias Fleischmann.


