La sentenza

Rapirono un uomo per poi chiedere il riscatto al padre, condannati a 11 e 16 anni

Il giovane residente in Alto Adige era riuscito a scappare dopo giorni di prigionia e a raggiungere un centro abitato per chiedere aiuto. Le indagini dei carabinieri hanno portato all'identificazione dei responsabili attraverso tracce biologiche trovate nel covo
 



TRENTO. Due uomini sono stati condannati a 11 anni e un mese e 16 anni e otto mesi per sequestro di persona a scopo di estorsione, dopo il rapimento di un 28enne residente in Alto Adige. La sentenza è stata pronunciata dal tribunale di Caltanissetta, che ha disposto anche una provvisionale di 15mila euro a favore della vittima, costituita parte civile nel processo celebrato con rito abbreviato.

I fatti risalgono all'aprile 2023. Il giovane, di origine straniera ma residente in Alto Adige, si trovava in Sicilia per una vacanza quando sarebbe stato aggredito, incappucciato e sequestrato. I rapitori lo avrebbero costretto, con una pistola puntata alla testa, a telefonare al padre residente all'estero per chiedere un riscatto di 500mila dollari.

Dopo il primo trasferimento in un covo, il giovane sarebbe stato spostato in un secondo nascondiglio, rimanendo prigioniero per quattro giorni. Successivamente sarebbe riuscito a liberarsi, a fuggire e a raggiungere il centro abitato più vicino per chiedere aiuto.

Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta, hanno permesso ai carabinieri di identificare e arrestare i due presunti responsabili. Determinanti, secondo quanto emerso nell'inchiesta, sarebbero state le tracce di Dna rinvenute su alcuni mozziconi di sigaretta trovati nel secondo covo.













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