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BOLZANO. Quello che era nato come un cantiere per la realizzazione di una nuova strada di accesso verso Anterselva e Valdaora si è trasformato, negli ultimi mesi, in una straordinaria finestra sulla storia antica dell'Alto Adige.
Dal febbraio scorso, sul Galgenbichl di Rasun di Sotto sono in corso scavi archeologici, che ora stanno giungendo a conclusione. Per la prima volta in Alto Adige è stato possibile indagare in modo sistematico un insediamento dell'età del ferro di queste dimensioni. Gli archeologi hanno portato alla luce i resti di oltre trenta abitazioni, ricostruendo così uno spaccato della vita quotidiana tra l'800 e il 500 avanti Cristo.
La posizione strategica in Val Pusteria favoriva gli scambi e i contatti con altre popolazioni. Particolarmente significativa è una scoperta che riguarda il trattamento riservato ai bambini dopo la morte. All'interno dell'insediamento è stata individuata una piccola area funeraria destinata esclusivamente alla sepoltura di bambini molto piccoli.
A differenza della vicina necropoli della Windschnur, caratterizzata da tombe a incinerazione, questi bambini non venivano cremati, ma sepolti direttamente all'interno dell'abitato.
Un elemento che suggerisce l'esistenza di rituali e forme di commemorazione particolari per i più piccoli. Il ritrovamento richiama inoltre l'attenzione sull'elevata mortalità infantile dell'epoca: molti bambini non arrivavano al primo anno di vita e il tasso di mortalità infantile era compreso tra il 20 e il 35 per cento.
"Grazie agli scavi al Galgenbichl, Rasun di Sotto sta acquisendo maggiore rilevanza nel panorama della ricerca. Insieme alla necropoli della Windschnur, il sito archeologico è ora considerato una delle testimonianze più importanti della prima Età del Ferro nell'arco alpino. Gli scavi al Galgenbichl hanno messo in luce quante conoscenze siano ancora sepolte nel terreno", afferma l'assessore provinciale Philipp Achammer.


