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BOLZANO. L'opposizione di alcuni medici non è servita, il maxireparto di Rianimazione è realtà. Lo scorso luglio la giunta provinciale aveva approvato l'accorpamento dei servizi di Medicina d'Urgenza, Anestesia e Terapia intensiva all'ospedale di Bolzano e nei giorni scorsi la direzione dell'Asl ha istituito, con delibera, la nuova struttura complessa di Emergenza Medica Anestesia e Rianimazione (EMAR).
Dal primo febbraio 2026 saranno soppresse le unità operative complesse - in sintesi i reparti - di Anestesia e Rianimazione 1 e 2 (SAR 1 e SAR 2), quest'ultimo già di fatto non più esistente da inizio anno, da quando il personale medico ed infermieristico è confluito nel servizio di Anestesia e nella Terapia intensiva provinciale.Il nuovo maxireparto comprenderà, sotto in unico primariato, tutto il servizio di Anestesia per l'ospedale di Bolzano, sia quello per le sale operatorie che per tutta l'attività anestesiologica ospedaliera che si svolge in altri reparti e ancora il Servizio Terapia del dolore cronico, la Terapia intensiva provinciale, la centrale operativa 112-118 e tutto il servizio di emergenza extraospedaliera (compreso l'elisoccorso).
Ricordiamo che la nuova struttura sarà diretta ad interim da Marc Kaufmann fino al relativo concorso e alla nomina definitiva che dovrebbe arrivare nel giro di qualche mese. L'Azienda sanitaria con ulteriore delibera di fine settembre ha pubblicato - infatti - un bando per cercare il responsabile.I dubbi di parte dei medici sono sempre gli stessi. Si chiedono se sia vantaggioso che un unico primario abbia il coordinamento di attività cliniche tanto diversificate e che da lui dipendano tra gli 80 ed i 90 specialisti a cui aggiungere i relativi coordinatori infermieristici.
In Italia - dicono - non esistono realtà così grandi con un unico responsabile. E poi c'è dell'altro. Oggi si richiedono competenze in ambito rianimatorio e anestesiologico sempre più dettagliate e particolari, soprattutto in una realtà come l'ospedale provinciale che è centro di riferimento per le chirurgie super specialistiche (ad esempio la chirurgia toracica, vascolare e la neurochirurgia), per la patologia ostetrica, per la chirurgia pediatrica, per quella oncologica e per la traumatologia maggiore. Avere un unico reparto, con un unico pool di medici non è detto che sia un valore aggiunto dal punto di vista professionale.
Altri medici ritengono invece corretto che siano state eliminate le due Rianimazioni anche se - affermano - è stato creato un dipartimento sterminato che si occupa di tutto. Resta il problema degli anestesisti che sono finiti tutti sotto lo stesso "ombrello". Il rischio - dicono alcuni specialisti - è che in Rianimazione venga impiegato personale anestesiologo che forse poteva andare in sala operatoria. Con due reparti separati forse le cose avrebbero potuto funzionare meglio. L'assessore alla Sanità Hubert Messner ha sempre sostenuto la scelta fatta.
«Per la prima volta Medicina d'Urgenza, Anestesia e Terapia intensiva provinciale vengono riuniti sotto un'unica direzione. Il nuovo sistema ci consentirà di sfruttare sinergie, ottimizzare i processi e garantire un'assistenza ai pazienti di altissimo livello. Inoltre, il personale clinico specializzato avrà la possibilità di essere impiegato in modo flessibile nei diversi settori.
Il raggruppamento di questi servizi centrali dell'assistenza acuta non solo crea chiare responsabilità, ma rafforza anche la sicurezza dei pazienti e la qualità delle cure. Con questa riorganizzazione vogliamo rafforzare ulteriormente la Medicina d'Urgenza e intensiva, che già funziona molto bene in Alto Adige, e gettare le basi per una rete ancora più solida».


