BOLZANO. Dalla possibilità di conservare i fegati destinati ai trapianti fino a sette giorni alle strategie per favorire l'inserimento lavorativo dei rifugiati. Sono i due progetti vincitori dei premi Eduard Wallnöfer 2026, assegnati oggi, martedì 20 ottobre, a Innsbruck. I riconoscimenti, del valore di 10mila euro ciascuno, sono promossi dalla Fondazione Eduard Wallnöfer dell'Associazione Industriali del Tirolo, con il sostegno di Confindustria Alto Adige e della Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano.

Il premio per Scienza e Tecnologia è andato al gruppo dell'Università di Medicina di Innsbruck composto da Julia Hofmann, Christina Bogensperger, Thomas Resch, Theresa Hautz e Stefan Schneeberger. I ricercatori hanno sviluppato un protocollo che permette di conservare i fegati dei donatori fuori dal corpo per sette giorni, contro le circa 24 ore abituali. La tecnica utilizza un dispositivo già approvato clinicamente e potrebbe consentire anche il trattamento e la rigenerazione degli organi. L'invenzione ha già ottenuto un brevetto.

Nella categoria Società, Cultura e Futuro è stata premiata la tesi di dottorato di Valentin Wett, dedicata all'integrazione dei rifugiati nel mercato del lavoro austriaco. Lo studio evidenzia l'importanza delle opportunità occupazionali e della formazione mirata, considerate più efficaci rispetto ai soli incentivi economici o alle misure restrittive.

Alla cerimonia ha partecipato anche il presidente di Confindustria Alto Adige, Alexander Rieper, che ha sottolineato l'importanza di sostenere i giovani ricercatori: «Entrambi i progetti coniugano eccellenza scientifica e un elevato valore aggiunto sociale ed economico». Presenti anche rappresentanti delle istituzioni tirolesi e della Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano.