PHOTO
BOLZANO. Nella serata del 14 febbraio scorso, in piazzetta del Teatro, a Mogliano Veneto, aveva aggredito e accoltellato alle spalle due giovani moldavi, entrambi pregiudicati. Uno dei due, in particolare, aveva riportato una ferita gravissima al dorso perché un fendente aveva sfiorato i polmoni.
Il giovane era crollato a terra, privo di sensi, in una pozza di sangue. L'allarme immediato e i soccorsi tempestivi avevano consentito di evitare il peggio. L'aggressore, che aveva agito con il volto coperto da un cappuccio, aveva lasciato cadere il coltello e si era dato alla fuga, riuscendo a far perdere le sue tracce.
Le indagini condotte in Veneto dalle forze dell'ordine avevano portato all'identificazione del presunto feritore, subito indagato e ricercato per il reato di tentato omicidio. L'uomo, però, sembrava svanito nel buio.
Fino a sabato sera, quando una pattuglia della Squadra volanti della questura di Bolzano, impegnata nei consueti controlli del territorio, lo ha fermato mentre camminava in via Renon, poco lontano dalla stazione ferroviaria.
Ovvviamente gli agenti non sapevano chi fosse e lo hanno fermato per una delle tante verifiche sui documenti che quotidianamente vengono compiute anche a Bolzano su cittadini di qualsiasi nazionalità.
Gli accertamenti preliminari compiuti sul posto attraverso la consultazione della Banca Dati del Ministero dell'Interno hanno permesso di stabilire l'esatta identità del giovane - e cioè tale M.F., ventunenne cittadino kosovaro senza fissa dimora e irregolare sul territorio nazionale - ma anche di appurare che proprio quel giovane, oltre ad avere a proprio carico una lunga serie di precedenti penali per reati di vario genere, commessi per lo più in Veneto, era un latitante, ricercato per quel gravissimo fatto di sangue avvenuto la sera di San Valentino di quest'anno, nella cittadina veneta.
Nei suoi confronti, infatti, il Pubblico Ministero di Treviso aveva emesso un provvedimento di "fermo di indiziato di delitto". Provvedimento mai eseguito dato che M. F. si era subito dato alla latitanza e, come si è scoperto sabato, aveva raggiunto Bolzano.
Il giovane è stato subito immobilizzato e condotto negli uffici di Largo Palatucci da dove, al termine degli accertamenti dattiloscopici e degli atti di Polizia Giudiziaria, compresa la notifica del provvedimento del Pubblico Ministero, è stato condotto nella vicina Casa Circondariale di Bolzano, dove si trova a disposizione della Procura della Repubblica di Treviso.


